Buona scuola: i docenti scrivono al Senato
di Pierpaolo DE NATALE - Non solo scioperi e flash mob, la protesta contro il ddl "Buona scuola" segue anche altri tipi di percorsi. Riunitisi con la speranza di raggiungere, con le proprie parole, i componenti dell'emiciclo di Palazzo madama, i docenti hanno scritto una lettera indirizzata a Senatrici e Senatori.
L'iniziativa è partita dagli insegnanti di una scuola pugliese, il Liceo Scientifico "E. Amaldi" di Bitetto (BA). Nel testo sono enunciati tutti i profili di incostituzionalità della riforma scolastica di Renzi e le richieste poste dagli insegnanti che, da ogni parte d'italia, si appresteranno a firmare ed inviare questa lettera agli scranni del Senato.
"Gentile Senatrice, gentile Senatore,
approderà prossimamente al Senato il DDL 2994 che la Camera ha licenziato nonostante la diffusa, profonda e sofferta contrarietà di docenti, alunni, genitori e personale tutto della Scuola.
Come ormai facciamo da mesi, esponiamo di seguito anche a Lei le ragioni della nostra protesta contro quella che viene propagandata come riforma della “Buona Scuola” e che, invece, riteniamo un atto antidemocratico e palesemente in contrasto con il dettato costituzionale.
Detta riforma è in contrasto con:
L’art. 1 della Costituzione, perché il DDL prevede un sistema di deleghe – anche in bianco – che poggiando su una “democrazia delegata”, trasferisce al governo i poteri di cui il popolo ha invece investito il Parlamento e ciò in una materia tanto delicata quale è la qualità educativa dei cittadini
L’art. 3 della Costituzione, perché con l’approvazione del DDL verrà violato il principio di uguaglianza formale e sostanziale e si accentueranno le disuguaglianze sociali che invece lo Stato ha il compito di rimuovere. Per via di finanziamenti privati che saranno inevitabilmente assai diversificati tra le varie zone della nostra penisola, si aggraveranno i problemi di una società già in profonda crisi e anche la Scuola – che deve essere il luogo delle pari opportunità e della promozione umana e sociale - viaggerà a “doppia velocità”.
L’art. 4 della Costituzione, perché non mette il cittadino in condizione di svolgere “secondo la proprie possibilità e la propria scelta un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società”. Questo il rischio che si corre perché la chiusura di molte scuole pubbliche pregiudicherà, soprattutto nelle aree periferiche, il futuro dei nostri ragazzi e incrementerà dispersione, disoccupazione e – in extremis - criminalità.
L’art. 33, 1° comma, della Costituzione, perché la riforma minaccia la libertà di insegnamento. Criteri che portino a scegliere i docenti senza indicatori obiettivi hanno altissime probabilità di innescare meccanismi clientelari nell'affidamento degli incarichi. In tal caso i docenti, soggetti ad un vero e proprio ricatto lavorativo e indotti anche ad una competizione sfrenata tra loro, si troveranno in una condizione di tale debolezza da essere asserviti ad ideologie, fedi, scelte educative propinate dall'alto. La fine della libertà d’insegnamento arriverà così a coincidere con la fine del pensiero critico e libero dei futuri cittadini.
L’art. 33, 3° comma, della Costituzione, perché gli sgravi fiscali riconosciuti alle famiglie che opteranno per la scuola privata si configurano ancora una volta come “oneri per lo Stato”.
L’art. 37 della Costituzione, perché i poteri discrezionali del Dirigente scolastico nella scelta del personale docente, associati alla difficoltà di gestire le scarse risorse economiche in dotazione della scuola, indurranno il Dirigente ad operare gravissime discriminazioni. Quale possibilità di ottenere un incarico avranno le donne in gravidanza, coloro che prestano assistenza ai familiari minori, coloro che usufruiscono della legge n. 104/92 etc.?
L’art. 97 della Costituzione, perché la riforma mina il principio del buon andamento e imparzialità dell’Amministrazione pubblica, di cui anche la Scuola fa parte. Come può un sistema scolastico funzionare, se coloro i quali devono svolgere la funzione educativa vivono nel perenne stato di precarietà e di soggezione psicologica, dovuti all'eccessiva discrezionalità del Dirigente scolastico? Se il lavoro svolto dal docente è valutato arbitrariamente da soggetti che possono essere in conflitto d’interessi (genitori, alunni), con quale serenità potrà operare il docente per garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’Istituzione?
In sintesi, lo scenario che si presenta a seguito dell’approvazione del DDL 2994, a nostro giudizio, ha tratti che ribaltano l’assetto democratico, economico e sociale del nostro Paese, fondato sui principi fondamentali di democrazia, uguaglianza, libertà e giustizia sociale. In controluce si vedono avanzare, invece, gli spettri dell’autoritarismo, della rottura dei rapporti sociali e della corruzione, declinata in ogni sua forma.
In virtù del mandato che i Suoi elettori/elettrici Le hanno conferito, Le chiediamo pertanto di impegnarsi attivamente in Senato affinché:
venga stralciato il piano delle assunzioni e che queste siano effettuate con il riconoscimento dei meriti di tutte le tipologie di precariato
la riforma della scuola sia interamente ripensata e riscritta nell'ottica della formazione del cittadino e della garanzia della nostra Carta Costituzionale".
L'iniziativa è partita dagli insegnanti di una scuola pugliese, il Liceo Scientifico "E. Amaldi" di Bitetto (BA). Nel testo sono enunciati tutti i profili di incostituzionalità della riforma scolastica di Renzi e le richieste poste dagli insegnanti che, da ogni parte d'italia, si appresteranno a firmare ed inviare questa lettera agli scranni del Senato.
"Gentile Senatrice, gentile Senatore,
approderà prossimamente al Senato il DDL 2994 che la Camera ha licenziato nonostante la diffusa, profonda e sofferta contrarietà di docenti, alunni, genitori e personale tutto della Scuola.
Come ormai facciamo da mesi, esponiamo di seguito anche a Lei le ragioni della nostra protesta contro quella che viene propagandata come riforma della “Buona Scuola” e che, invece, riteniamo un atto antidemocratico e palesemente in contrasto con il dettato costituzionale.
Detta riforma è in contrasto con:
L’art. 1 della Costituzione, perché il DDL prevede un sistema di deleghe – anche in bianco – che poggiando su una “democrazia delegata”, trasferisce al governo i poteri di cui il popolo ha invece investito il Parlamento e ciò in una materia tanto delicata quale è la qualità educativa dei cittadini
L’art. 3 della Costituzione, perché con l’approvazione del DDL verrà violato il principio di uguaglianza formale e sostanziale e si accentueranno le disuguaglianze sociali che invece lo Stato ha il compito di rimuovere. Per via di finanziamenti privati che saranno inevitabilmente assai diversificati tra le varie zone della nostra penisola, si aggraveranno i problemi di una società già in profonda crisi e anche la Scuola – che deve essere il luogo delle pari opportunità e della promozione umana e sociale - viaggerà a “doppia velocità”.
L’art. 4 della Costituzione, perché non mette il cittadino in condizione di svolgere “secondo la proprie possibilità e la propria scelta un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società”. Questo il rischio che si corre perché la chiusura di molte scuole pubbliche pregiudicherà, soprattutto nelle aree periferiche, il futuro dei nostri ragazzi e incrementerà dispersione, disoccupazione e – in extremis - criminalità.
L’art. 33, 1° comma, della Costituzione, perché la riforma minaccia la libertà di insegnamento. Criteri che portino a scegliere i docenti senza indicatori obiettivi hanno altissime probabilità di innescare meccanismi clientelari nell'affidamento degli incarichi. In tal caso i docenti, soggetti ad un vero e proprio ricatto lavorativo e indotti anche ad una competizione sfrenata tra loro, si troveranno in una condizione di tale debolezza da essere asserviti ad ideologie, fedi, scelte educative propinate dall'alto. La fine della libertà d’insegnamento arriverà così a coincidere con la fine del pensiero critico e libero dei futuri cittadini.
L’art. 33, 3° comma, della Costituzione, perché gli sgravi fiscali riconosciuti alle famiglie che opteranno per la scuola privata si configurano ancora una volta come “oneri per lo Stato”.
L’art. 37 della Costituzione, perché i poteri discrezionali del Dirigente scolastico nella scelta del personale docente, associati alla difficoltà di gestire le scarse risorse economiche in dotazione della scuola, indurranno il Dirigente ad operare gravissime discriminazioni. Quale possibilità di ottenere un incarico avranno le donne in gravidanza, coloro che prestano assistenza ai familiari minori, coloro che usufruiscono della legge n. 104/92 etc.?
L’art. 97 della Costituzione, perché la riforma mina il principio del buon andamento e imparzialità dell’Amministrazione pubblica, di cui anche la Scuola fa parte. Come può un sistema scolastico funzionare, se coloro i quali devono svolgere la funzione educativa vivono nel perenne stato di precarietà e di soggezione psicologica, dovuti all'eccessiva discrezionalità del Dirigente scolastico? Se il lavoro svolto dal docente è valutato arbitrariamente da soggetti che possono essere in conflitto d’interessi (genitori, alunni), con quale serenità potrà operare il docente per garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’Istituzione?
In sintesi, lo scenario che si presenta a seguito dell’approvazione del DDL 2994, a nostro giudizio, ha tratti che ribaltano l’assetto democratico, economico e sociale del nostro Paese, fondato sui principi fondamentali di democrazia, uguaglianza, libertà e giustizia sociale. In controluce si vedono avanzare, invece, gli spettri dell’autoritarismo, della rottura dei rapporti sociali e della corruzione, declinata in ogni sua forma.
In virtù del mandato che i Suoi elettori/elettrici Le hanno conferito, Le chiediamo pertanto di impegnarsi attivamente in Senato affinché:
venga stralciato il piano delle assunzioni e che queste siano effettuate con il riconoscimento dei meriti di tutte le tipologie di precariato
la riforma della scuola sia interamente ripensata e riscritta nell'ottica della formazione del cittadino e della garanzia della nostra Carta Costituzionale".
Many people should read such posts, they are well written.
RispondiElimina