Tutti in piedi all’Anfield, un altro pezzo di calcio se ne va: Farwell Steven…
di Davide Abrescia - Arriva o non arriva il momento dell’addio? E’ arrivato, anche per lui. La notizia era ormai stata diffusa già da gennaio, ora diventa realtà: Steven Gerrard lascia il Liverpool. 708 gare e 17 stagioni disputate con i reds, un altro pezzo di un altro calcio che se ne va. L’addio è risuonato già in quel di Londra, al minuto 79’ lo Stamford Bridge si alza in piedi, Mourinho in testa, per tributare il campione con il numero 8 sulle spalle.
Il capitano dei Reds che, anche nell’ultimo match, si è voluto togliere lo sfizio del gol. Dopo il tributo del pubblico nemico, tocca a loro: i suoi tifosi, disposti a pagare anche 2000 sterline per salutare per l’ultima volta il proprio capitano. Oggi tocca alla Kop, la sua curva, la più calda di Inghilterra che esporrà uno striscione per rendergli l’ultimo omaggio. Poi toccherà a Gerrard, toccheranno a lui le ultime parole:” "e sebbene io non sia un uomo che piange facilmente, non so quale possa essere la mia reazione. Ma se dovessi versare qualche lacrima, non ci sarà da vergognarsi".
Il capitano messo alla porta dalla società americana del Liverpool che come unico Dio conosce quello del denaro, l’unico Dio, non si offendano i credenti, per la gente di Liverpool è Steven Gerrard. Il numero 8 inglese, sempre pronto a rifiutare qualsiasi offerta dagli altri club, si è sentito tradito dalla proprietà che gli ha offerto un contratto irrisorio così da metterlo in condizione di scegliere altre destinazioni. Il calcio è così, a volte non restituisce niente.
Le emozioni, però, le conserva il cuore. Per l’ultima volta ci sarà Steven Gerrard davanti a tutti a comandare l’ingresso in campo, con un sottofondo inconfondibile: You’ll never walk alone. Tu, non camminerai mai da sola. Domani le parti si invertiranno, saranno i tifosi ad augurare allo storico capitano un grande futuro, perché i tifosi veri non conoscono l’ingratitudine, soprattutto di fronte ad un giocatore che è cresciuto con la maglia rossa e l’ha sempre onorata.
Oggi all’Anfield c’è il Crystal Palace, ma oggi passerà tutto in secondo piano. Oggi la squadra passa in secondo piano, oggi è il turno del capitano. Lo storico capitano, quell’otto che si accascia e segna sulle spalle il segno dell’infinito. Perché Steven Gerrard, per il Liverpool, rappresenterà sempre l’infinito. Farwell… Steven 8.
Il capitano dei Reds che, anche nell’ultimo match, si è voluto togliere lo sfizio del gol. Dopo il tributo del pubblico nemico, tocca a loro: i suoi tifosi, disposti a pagare anche 2000 sterline per salutare per l’ultima volta il proprio capitano. Oggi tocca alla Kop, la sua curva, la più calda di Inghilterra che esporrà uno striscione per rendergli l’ultimo omaggio. Poi toccherà a Gerrard, toccheranno a lui le ultime parole:” "e sebbene io non sia un uomo che piange facilmente, non so quale possa essere la mia reazione. Ma se dovessi versare qualche lacrima, non ci sarà da vergognarsi".
Il capitano messo alla porta dalla società americana del Liverpool che come unico Dio conosce quello del denaro, l’unico Dio, non si offendano i credenti, per la gente di Liverpool è Steven Gerrard. Il numero 8 inglese, sempre pronto a rifiutare qualsiasi offerta dagli altri club, si è sentito tradito dalla proprietà che gli ha offerto un contratto irrisorio così da metterlo in condizione di scegliere altre destinazioni. Il calcio è così, a volte non restituisce niente.
Le emozioni, però, le conserva il cuore. Per l’ultima volta ci sarà Steven Gerrard davanti a tutti a comandare l’ingresso in campo, con un sottofondo inconfondibile: You’ll never walk alone. Tu, non camminerai mai da sola. Domani le parti si invertiranno, saranno i tifosi ad augurare allo storico capitano un grande futuro, perché i tifosi veri non conoscono l’ingratitudine, soprattutto di fronte ad un giocatore che è cresciuto con la maglia rossa e l’ha sempre onorata.
Oggi all’Anfield c’è il Crystal Palace, ma oggi passerà tutto in secondo piano. Oggi la squadra passa in secondo piano, oggi è il turno del capitano. Lo storico capitano, quell’otto che si accascia e segna sulle spalle il segno dell’infinito. Perché Steven Gerrard, per il Liverpool, rappresenterà sempre l’infinito. Farwell… Steven 8.
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