Domenico Imparato, il cantautore tra libertà e amore: ‘Postura libera’ è il nuovo singolo

di Marco Masciopinto - S’intitola “Postura Libera” il secondo singolo estratto dal disco omonimo del cantautore abruzzese Domenico Imperato, conosciuto al grande pubblico e agli addetti ai lavori per aver vinto Il Premio Fabrizio De Andrènel 2014 e raffigura tra i candidati al Premio Tenco per ‘Miglior Disco d’esordio’.

Spicca la particolarità e l’originalità nel suo modo di fare musica, mischiando la canzone italiana alle influenze tropicaliste, figlie dell’esperienza di Domenico in Brasile, dove ha registrato gran parte del nuovo progetto. Il titolo del brano “postura”, che normalmente è legata alla fisicità, viene accostata nel brano a immagini e versi che evocano più il mondo della spiritualità e dell’anima. Un piccolo mantra che suona come una dichiarazione d’intenti: l’indipendenza e la possibilità di muoversi in maniera del tutto libera sono imprescindibili per un artista e per qualsiasi essere umano.

Il videoclip è stato girato sulle spiagge delle Torre di Cerrano, terra natale dell’artista.

Com'è stato vincere il Premio 'Fabrizio De Andrè' lo scorso anno?
‘’E’ stata una gran bella soddisfazione. Fabrizio De Andrè è tra i più grandi cantautori di sempre in Italia ed è sempre stato per me fonte di ispirazione, per la sua enorme caratura artistica ma anche per il suo coraggio e spessore umano. Ricevere il Primo Premio dopo anni di musica, palchi, viaggi, polvere e tanta strada percorsa è stato un momento importante che mi ha confermato, ancora di più, la giusta direzione da seguire’’.

Poi è nato il tuo nuovo disco 'Postura Libera’…
“Postura Libera” è il mio primo album ed è uscito dopo una lunga gestazione nel luglio 2014 per la New Model Label con Promozione Picicca. È un disco “geminiano”, nato, come me, nel segno dei gemelli. Un disco doppio tra due mondi musicali: la mia terra l’Italia, e forse nello specifico il Sud Italia con la sua tradizione mediterranea (sono abruzzese ma nato a Bari da madre pugliese e padre napoletano...), e il Brasile, la terra che mi ha generosamente accolto per un periodo di lavoro e studio per quasi tre anni. In questo calderone ho poi inserito anche altri generi musicali che mi avevano influenzato fin da bambino, però la sintesi principale sta proprio in questo incontro con la cultura musicale e poetica brasiliana, o per estensione lusofona. In parecchi hanno sentito nei brani del disco un modo di cantare, scrivere e suonare diverso…atipico…originale… che viaggia su metriche, armonie, ritmi e parole diverse dal classico cantautorato italiano o dalla nuova tradizione indie, con tutto il rispetto per entrambe’’.

Com’è stato lavorare al disco in terra brasiliana?
‘’E’ stato fantastico! Durante l’ultimo anno di Brasile, ho avuto la fortuna di conoscere un gruppo di musicisti di San Paolo strepitosi. Ho pensato quindi di produrre e registrare il disco con loro e solo in Italia, ho chiuso un paio di brani, alcune sovrincisioni, mix e mastering con la mia band’’.

Secondo te, perchè in Italia si diventa 'famosi' solo se partecipi ad un talent? 
‘’Con i talent spesso si diventa famosi e si resta schiavi di un industria discografica vuota, povera e falsa. Si esce da un talent e spesso ci si ritrova a fare tutt’altro che musica, magari ci si ritrova a fare le pubblicità di compagnie telefoniche. La musica vera è tutt’altro e il fine ultimo non è essere più o meno famoso. Non nascondo che chi come me scrive canzoni ha come desiderio, e credo anche come scopo, quello di arrivare a un vasto pubblico, ma non mi interessa assolutamente arrivarci con troppe scorciatoie, con parole, giri di accordi, melodie e suoni triti e ritriti. Mi interessa fare bella musica e goderne io per primo, appagando la mia sete e curiosità’’.

Parteciperesti ad un talent solo se…?
Parteciperei a un talent, andrei in TV, ma con la libertà e serenità di portare i miei progetti, i miei contenuti, così come li abbiamo pensati io e i miei collaboratori artistici. E invece accendiamo la tv e sentiamo sempre gli stessi urlatori alla Claudio Villa. E’ una noia mortale’’.

E’ il mercato discografico indipendente come sta andando? 
‘’C’è un mercato indipendente che si è fatto largo negli ultimi anni e che sforna artisti molto bravi, sono conosciuti, girano l’Italia vendendo dischi ed hanno un loro pubblico, senza passare dai talent. Non si vedono in tv e non li sentiamo in radio perché lì passano sempre la stessa solfa e non sono mezzi aperti (se non in spazi piccoli e marginali) al nuovo e al mercato indipendente’’.

Un palco dove ti piacerebbe suonare? 
Sarebbe bello suonare anche all’estero, per vedere la reazione del pubblico straniero al mio repertorio. In particolare in Francia, dove credo ci sia una gran cultura musicale, e dove forse farò qualche tappa in autunno. Un palco che mi viene in mente è quello del festival di musica dal mondo Womex di Peter Gabriel, ma per non essere proprio un “esterofilo apocalittico”, non nascondo che sarebbe bello anche il palco di Sanremo’’.

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