L’Inter passa a Torino, ancora di misura: Kondogbia annulla i granata

(ANSA)
di Luigi Laguaragnella - L’Inter passa all’Olimpico di Torino. Ancora di misura, ancora per 1-0. Esce dall’anticipo delle 12.30 contro il pericoloso Torino mantenendo il primo posto in classifica, aspettando il risultato delle altre avversarie. Nonostante le modifiche di formazione di Mancini, il risultato non cambia. E’ la settima vittoria di misura dei nerazzurri e ai marcatori si aggiunge Kondogbia, che con la sua rete nata da un calcio piazzato si lascia dietro un po’ di critiche sulle sue qualità e inietta fiducia in tutto l’ambiente interista. L’Inter scende in campo con una formazione attenta avendo davanti a sé Quagliarella, Baselli, Peres  di cui Ventura sa esaltare le qualità tecniche. Mancini schiera la difesa tre composta da Miranda, Murillo e Juan Jesus, poi conferma Nagatomo e D’ambrosio e accanto al rientrante Felipe Melo c’è il giovane francese. L’altra novità è Palacio al posto di Jovetic, che fa da coppia con Icardi.

E’ una formazione diversa dalle solite per i nerazzurri, eppure il Torino è ben tamponato. L’Inter gioca di rimessa, si esalta sul piano fisico e ne approfitta degli spazi. Icardi ingaggia duelli con Glik e il capitano argentino va vicino alla rete del vantaggio. Inoltre è lui a procurarsi il fallo per la punizione su cui Kondogia infilandosi in area riesce a battere Padelli. Il Toro non è rimasto a guardare dato che prima dello svantaggio un gran tiro di Benassi si è stampato sulla traversa.

I granata sono più spavaldi, ma sbattono contro un grande Medel e le consuete qualità di Handanovic che nel secondo tempo para un colpo di testa di Belotti, poi su Quagliarella e successivamente su Peres. Insomma il portiere sloveno è sempre decisivo.

L’Inter sembra aspettare gli avversari, ma anche quando si aprono spazi non crea azioni pericolose, anzi svaniscono. Prima Icardi, poi i neo entrati Ljajic e Perisic non sono pungenti, ma i nerazzurri sono abili a respingere ogni pericolo: Medel è un rubapalloni eccezionale e incarna lo spirito di questa nuova Inter di Mancini che, nelle scelte tecniche, sta avendo spesso ragione.