Sanità pugliese allo sfascio: ultimi in classifica

di Vittorio Polito - Che la sanità pugliese sia allo sfascio è noto e palese. Basta leggersi qualche quotidiano degli ultimi giorni, o consultarne qualcun’altro online per rendersi conto delle condizioni in cui sono trattati gli utenti della sanità. Leggi di tutto e di più tra Policlinico, San Paolo e Oncologico, tra scandali, disservizi, indagati, liste d’attesa, morti, disorganizzazione, ecc.

Tutto ciò non fa che affossare la sanità in generale e quella pugliese in particolare, al punto che siamo arrivati ultimi nella classifica.

Scrive il “Corriere della Sera”: «Troppi cesarei e pochi vaccini, con varie aree dell’assistenza ancora da migliorare, e solo 9 Regioni promosse nell’attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale. È la mappa che emerge da due Rapporti pubblicati oggi dal ministero della Salute - relativi al monitoraggio dei Lea e all’efficienza del sistema sanitario italiano - che subito hanno acceso il confronto tra le Regioni, con la Toscana che si classifica al primo posto per cure e servizi erogati. Sul podio anche Emilia Romagna e Piemonte mentre l’ultima nella classifica delle 16 monitorate è la Puglia. Esulta anche il presidente del Veneto Luca Zaia che afferma: «Laurea a pieni voti senza tasse, ticket e con i conti in ordine. Siamo orgogliosi ma attoniti per i tagli uguali ai bocciati».

Senza andare troppo per le lunghe segnalo ancora una volta il Policlinico di Bari, che pur essendo “polo di eccellenza”, secondo il direttore generale, Dattoli, nominato da Vendola, e solo secondo lui, non dispone ad oggi del servizio di radioterapia e quindi dell’acceleratore lineare, ausili indispensabili per la terapia dei tumori.

È il caso di ricordare, a proposito dell’acceleratore lineare del Policlinico di Bari, che nonostante le promesse dello stesso direttore generale del Policlinico, Vitangelo Dattoli, su “Mondo Medico” (7.11.2014), e dell’assessore alla sanità, Pentassuglia, a “Striscia la notizia” (6 novembre 2014), l’apertura del servizio di radioterapia annunciata prima a fine anno 2014 (Pentassuglia), poi a febbraio 2015 (Dattoli) è ancora in alto mare. E, dulcis in fundo, molti operatori sono pagati in attesa di essere utilizzati. Questa è sanità ai fichi secchi e senza serietà alcuna.

La cosa più grave è che nonostante i disservizi siano segnalati regolarmente al presidente della Regione Puglia, che riveste anche il ruolo di assessore alla sanità, oltre che ricordarlo allo stesso Dattoli, questi non fanno che tacere e spostare il mirino su altri obiettivi tipo assistenza domiciliare agli anziani, telecardiologia, sotto inchiesta della Magistratura, od altro.

Gli interessi maggiori? Sono rivolti, prima di ogni cosa, a farsi uffici efficientissimi e ristrutturati a dovere, una piazzetta antistante la palazzina degli uffici, una sorta di manufatto che dovrebbe essere un ufficio informazioni, con personale poco efficiente, ecc.

Ricordo ancora una volta al direttore generale Dattoli, che l’anno scorso (ottobre 2014), promise, con mail a me indirizzata, che “tempo una settimana” mi avrebbe “segnalato lo stato dell’arte della realizzazione”.

Ad oggi quella segnalazione non è ancora giunta, la radioterapia non funziona ancora e l’acceleratore lineare neanche, mentre nel frattempo siamo arrivati “ultimi” nella classifica. Complimenti per l’inefficienza!