Gara hot tra università: Bari risponde, ma non mancano le critiche


di Pierpaolo De Natale - Impazza su Facebook la gara fra università, le cui studentesse competono a suon di scatti hot, seguendo l'ormai celebre hashtag #escile. Da qualche anno è facile imbattersi nelle pagine Spotted, profili social di scuole ed università dove gli studenti inviano segnalazioni o cercano di risalire all'identità della biondina o del moretto avvistati durante la lezione. Il tutto, però, avviene in forma anonima, per cui non di rado si abbandonano vergogna e senso del pudore, rinunciando alla censura.

Ecco, allora, che le studentesse più audaci hanno messo in mostra abbondanti décolleté e tonici lati b per assicurare la vittoria al proprio ateneo - o, forse, per puro esibizionismo, condito con un pizzico di voglia di protagonismo.


Ad aprire le danze sono state le ragazze milanesi, inviando scatti sexy alle pagine Spotted del Politecnico di Milano e della Statale. Subito dopo è stata la volta della Bocconi, seguita dalla Cattolica e dal Politecnico di Torino. E Bari poteva essere da meno? Assolutamente no. Ecco quindi puntuale la risposta delle Baresi sulla pagina Spotted delle Università di BARI: UniBa PoliBa. La dinamica è sempre la stessa: pubblicazione della foto dei seni o dei posteriori recanti la scritta dell'università di appartenenza, valanga di like (provenienti soprattutto dal pubblico maschile) e altrettanti commenti che si dividono tra apprezzamenti e ilarità.

In questo tumulto generale - fortunatamente - c'è chi resiste cum grano salis, ricordando amaramente che un tempo a distinguersi erano i più brillanti e non le maggiorate. Il merito perde sempre più prospettive e visibilità - soprattutto considerando i pochi fondi riservati alle borse di studio e alla ricerca - mentre ad averla vinta, guadagnandone in notorietà, sono coloro che prendono la situazione "di petto". Il dilagante fenomeno nasconde molto altro dietro questo velo di goliardia mista a voglia di mostrare le proprie curve. Rappresenta uno spaccato della realtà italiana. Racconta la triste storia di un Paese dove un paio di tette conquista più attenzione di una scoperta o di un evento di rilevanza scientifica o culturale.