Le comuni frizioni del bipolarismo italiano

(Vignetta: P.Uva)
di NICOLA ZUCCARO - Sono giorni difficili e complicati per la politica italiana ed in particolare per gli assetti bipolari sui quali essa, in toto e/o in parte, a tutt'oggi si regge. A tener banco nel centro-sinistra e nel centro-destra il nodo relativo alle candidature dei sindaci per le città di Napoli e di Roma. Il caos e le conseguenti divisioni provocate dalla presunta compravendita dei voti commesse nel capoluogo campano, in occasione delle Primarie del 6 marzo per la scelta del candidato sindaco per la coalizione di centro-sinistra e la conseguente intenzione - annunciata dallo sconfitto Antonio Bassolino - di presentare il ricorso, sostenuto dal riconteggio delle schede, ha creato non pochi mal di pancia all'interno del Partito Democratico; con la minoranza pronta ad alzare gli scudi contro una direzione del medesimo soggetto politico che poco o nulla ha fatto per vigilare sul regolare e trasparente svolgimento della consultazione pre-elettorale.

Una sollevazione che, nei giorni successivi alla stessa, ha fatto rima con scissione; tanto da rimettere in discussione, per voce di D'Alema e di Bersani, della presenza o meno di una sinistra all'interno del Pd. E sulla falsa riga di quel cos'è la destra, cos'è la sinistra di gaberiana memoria, le attenzioni sull'attuale e reale tenuta del bipolarismo italiano sono rivolte anche al centro-destra. Nella coalizione nata nel 1994 come "Il Polo" e poi unito al complemento di appartenenza "delle Libertà", albergano le divergenze per la scelta del candidato per la carica di sindaco di Roma. Se Forza Italia, con il diretto intervento di Silvio Berlusconi, sostiene la candidatura di Guido Bertolaso, Lega e Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale dissentono e propongono Giorgia Meloni come candidato alternativo all'ex capo della Protezione Civile. Una alternativa forse più strumentale per l'annullamento di quelle voci che non vedrebbero di buon occhio la candidatura della futura madre Giorgia Meloni, piuttosto che come l'indicazione di una valida scelta in termini di preparazione politico-amministrativa per aspirare alla prestigiosa carica di primo cittadino della Capitale.

E dalla serie se Napoli piange, neanche Roma ride, le divergenze bipolari emergono anche al Comune di Bari. Nel capoluogo della Puglia, nelle ultime settimane, la maggioranza di centro-sinistra su alcune e delicate vicende gestionali si è mostrata a ranghi sparsi così come la minoranza di centro-destra che, anche alla luce della recente scomparsa del gruppo consiliare di Forza Italia, ha fatto perdere le chiare tracce di sè ed in particolare della sua reale azione politica tesa a controllare l'operato dell'amministrazione Decaro. E' il segno dei tempi, quanto descritto lungo queste colonne che, le frizioni in un bipolarismo sempre più di facciata sono Comuni.

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