Consiglio regionale: Ddl rifiuti, il dibattito in Aula (primo lancio)


di Redazione - Avviato in aula il dibattito generale sul disegno di legge recante “Disposizioni in materia di gestione del ciclo dei rifiuti. Modifica alla legge regionale 20 agosto 2012 n. 24 ‘Rafforzamento delle pubbliche funzioni nell’organizzazione e nel governo dei servizi pubblici locali’.

Giannicola De Leonardis (Area Popolare). Siamo entrati finalmente nel vivo di una delle questioni cruciali per la nostra Regione, quella del ciclo dei rifiuti. Dopo dieci anni di governo orientato alla politica dei rifiuti zero, ci troviamo ad esaminare un disegno di legge che inizia ad affrontare veramente il problema dopo un lungo periodo di sogni e di utopie. Quello che manca però è un’indicazione chiara su quello che si vuole fare, su quali impianti si vogliono costruire e dove , su come chiudere il ciclo dei rifiuti. Per quanto riguarda l’istituzione dell’agenzia unica, auspichiamo che non rappresenti l’ennesimo aggravio di spesa per le tasche dei cittadini, ma che possa realmente funzionare, programmare, per far sì che la Puglia diventi una regione proiettata verso il futuro.

Francesco Ventola (CoR). Perché c’è la necessità di intervenire sulla governance? Non c’è un passaggio nella relazione dell’ANAC in cui si auspica un intervento rispetto all’organo di governo. Riferendosi agli ARO, che sono cosa diversa rispetto alla governance, parla di buona prassi, stigmatizza invece il ritardo dei poteri sostitutivi esercitati dalla Regione in virtù della legge n. 24/2012. E invece oggi a noi viene sottoposta una riforma della governance spacciata come indicazione dell’Anticorruzione. La carenza degli impianti e troppe fasi autorizzative farraginose, difficoltà localizzative, questi sì sono i temi centrali. L’agenzia unica regionale non sarebbe scevra dalle criticità che attanagliano gli ATO, con riferimento alla complessità delle procedure di gare e ai ricorsi alla magistratura amministrativa che ritardano la conclusione del procedimento. Se c’è un’emergenza rifiuti in Puglia, ci vuole un atto d’onestà intellettuale da parte di tutti noi. Forse basterebbe semplicemente dichiarare lo stato di emergenza e nominare Emiliano come commissario.

Andrea Caroppo (Forza Italia). Oggi abbiamo dato responsabilmente prova di non voler fare ostruzionismo, e lo dimostreremo anche con degli emendamenti, che non hanno carattere dilatorio, ma sono andamenti di merito. Quindi, ogni emendamento prova a migliorare un testo che, nella sua complessità e nella sua totalità, va demolito, dal nostro punto di vista. Partendo da un assunto: la governance − come ci dice l’ANAC − sul ciclo dei rifiuti ha un’influenza marginale. Il problema è essenzialmente un Piano dei rifiuti che è oggettivamente inadeguato a gestire il ciclo dei rifiuti in questa regione. Se l’ANCI dice che i procedimenti autorizzatori sono fermi nell’assessorato all’ambiente, nelle strutture che hanno la titolarità di esprimere i pareri, un punto fermo lo dobbiamo mettere. La Puglia, a causa del Piano dei rifiuti, e non certo per la governance, è nell’impossibilità di smaltire correttamente i propri rifiuti. Emiliano ha cercato in tutti i modi con questo procedimento sprint di farsi dare una copertura normativa, una legge, che permetterà a lei e al futuro commissario o direttore generale di avere una gestione commissariale senza termine per questa Regione.

Antonio Trevisi (M5s). Come Movimento 5 Stelle, abbiamo presentato una nostra proposta di legge che ha previsto diverse innovazioni, alcune anche di carattere nazionale. Abbiamo lavorato ad un testo che offrisse soluzioni concrete al problema dei rifiuti, ma poi ci siamo ritrovati a dover discutere un provvedimento varato in tempi brevissimi, sul quale abbiamo dovuto lavorare intensamente per presentare una quarantina di emendamenti a nostro avviso ‘costruttivi’, perché dal momento che parliamo di governance, è fondamentale definire le linee guida in base alle quali l’Agenzia unica dovrà operare. Non si può fare solo lo scarica-barile. Noi dobbiamo dare gli indirizzi, all’Agenzia, per poter capire e fare quello che noi politicamente gli chiediamo di fare. Il provvedimento in discussione serve solo a deresponsabilizzare il Governo regionale, con un iter convulso e farraginoso, con un provvedimento che è stato continuamente modificato.

Cristian Casili (M5s). Questo è un provvedimento che non ha nulla a che vedere con il ciclo dei rifiuti, che non ha nulla a che vedere con i costi che ancora una volta graveranno sui cittadini pugliesi e che sarà la cartina di tornasole di quello che evidentemente si è fatto con questo provvedimento lampo. Noi avevamo chiesto una semplice cosa: posticipare i lavori a settembre, per consentire un maggior coinvolgimento dei sindaci e di tutti gli attori locali che fino ad oggi non hanno ancora compreso ciò che è contenuto in questo provvedimento. Saremmo tornati sulla questione con calma e avremmo evidentemente migliorato, con la partecipazione e la condivisione, termini che più spesso ci sono stati riferiti a raccontati qui in Aula all’inizio di questa legislatura dal Presidente Emiliano. Nulla di tutto ciò. Siamo qui oggi a votare un provvedimento o meglio ad assistere, senza alcuna influenza, all’approvazione di questo disegno di legge che è unicamente del Presidente Emiliano e che rafforza la convinzione dell’accentramento di alcune importanti funzioni e materie in atto.

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