Bari, protocollo per la 'memoria' della città e il recupero dei valori della tolleranza e della democrazia

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Le scuole di ogni Municipio (I.C. “Giovanni Paolo II-De Marinis”, S.M.S “Tommaso Fiore”, I.C. “Fraccacreta”, I.C. “Umberto I-San Nicola”, I.C. “San Giovanni Bosco-Melo da Bari”) insieme all’Università Popolare Pugliese per la 3° e Libera Età, la cooperativa sociale “I bambini di Truffaut” hanno firmato un protocollo in collaborazione con l’IPSIAC e l’ANPI e la Fondazione Maierotti per il recupero e la visibilità dei luoghi della memoria della Città rimasti nell’oblio negli anni che vanno dal 1942 al 1945, nel periodo, quindi della seconda guerra mondiale.

“La città e la sua memoria” è il titolo del progetto promosso dall’assessorato alle Politiche educative e Giovanili e l’assessorato alle Culture. L’obiettivo è la trasmissione intergenerazionale di questo periodo storico che Bari ha vissuto attivamente essendo importante centro di snodo per profughi, immigrati, svolgendo il ruolo tutt’altro che di margine nel periodo della Liberazione.

Grazie all’impegno nella ricerca storica e bibliografica di IPSIAC e ANPI dei professori Vito Antonio Leuzzi e Pasquale Pappalardo la memoria viene a galla restituendo alla cittadinanza storie, luoghi e situazioni che il tempo ha affossato. Attraverso questo percorso che unisce le associazioni, con i professori e gli studenti si intraprenderà un cammino che farà capire come il passato sia pieno di insegnamenti per il presente. I due docenti hanno fatto comprendere che nel periodo della Guerra e del dopo Guerra Bari sia stato centro nevralgico per l’accoglienza dei migranti, dei rifugiati, dei rimpatriati. Il progetto “La città e la sua memoria” quindi promuove quei valori come la tolleranza, la democrazia, la libertà che ancora oggi sembrano essere messi in dubbio con il proliferare di nuovi odi, fondamentalismi, intolleranze.

Il progetto punta alla formazione degli insegnanti attraverso la collaborazione dei due docenti e si concretizzerà in diversi modi in base alla scuola coinvolta. La città, soprattutto il centro cittadino, nasconde numerosi simboli che ricordano la presenza di “rifugi”, oppure il ricordo di Radio Bari, una delle prime emittenti che contribuirono alla Liberazione. Ma sono numerose le storie che vengono recuperate e, grazie a questo protocollo non diventano patrimonio soltanto dei “documentaristi”, ma delle giovani generazioni. Molta storia che si trova tra i palazzi di Bari può dare molte lezioni su quei valori inalienabili oggi in crisi.