Rosario De Gaetano al piano per 'Time Zones'

di VITTORIO POLITO - “Time Zones”, com’è noto, è una rassegna musicale che dal 1986, annualmente, dà spazio a compositori e musicisti particolarmente attivi nella ricerca di nuove soluzioni musicali.

In tutti questi anni di attività e con centinaia di concerti all’attivo, hanno presentato le loro performances legate alla musica, alla danza, al cinema, ai nuovi linguaggi dell’arte, centinaia di artisti italiani e stranieri. Vere e proprie produzioni che, più di tutti gli espedienti comunicativi, hanno contribuito alla creazione di una sorta di marchio di qualità, un lavoro avanzato e riconoscibile che ha dettato una tendenza verso la qualità e la ricerca recepita da molte delle rassegne del panorama musicale italiano.

Con Time Zones hanno lavorato, costruendo progetti originali e, spesso in anteprima assoluta, musicisti del calibro di Ennio Morricone, Carmelo Bene, ecc.

Nel programma di quest’anno è prevista, tra l’altro, l’esibizione del pianista Rosario De Gaetano, barese, che effettuerà, (domani sera alla Vallisa ore 21), sei interventi durante la recitazione dell’attore Paolo Panaro, incentrata sull’Intervista a Italo Calvino. La performance di De Gaetano di “piano solo improvvisazione”, sarà caratterizzata da una breve introduzione, quattro momenti ispirati al “dinamismo”, alla “ispirazione”, alla “fantasia” e all'“emozione”, e a chiusura della performance, un brano più strutturato. Per De Gaetano trattasi di un'esperienza nuova e per questo particolarmente stimolante sul piano dell'intreccio dei linguaggi e dell'impatto sonoro in una location dall’acustica così particolare com’è quella della Vallisa nel Centro storico.

Rosario De Gaetano, da solista, partecipa ad eventi e rassegne musicali locali, nazionali e internazionali; compone musiche originali per spettacoli teatrali, videoclip, musiche d’ambientazione per mostre ecc. Insieme ad altri musicisti baresi, crea o collabora ad alcuni progetti musicali di rilievo.

“Non mi considero un pianista Jazz – dichiara De Gaetano -, la mia formazione è prettamente classica; tutte le altre mie sonorità (fra cui il jazz) sono solo frutto del mio ascolto e dello studio occasionale di qualche partitura. Non vorrei creare negli ascoltatori false aspettative illudendoli di venire ad ascoltare del jazz alle mie performances, credo solo di fare delle piccole incursioni nell’ambito del jazz, così come nel blues e negli altri generi musicali. Di solito, quando suono amo avventurarmi nel ‘piano solo improvvisazione’, un modo di suonare il piano che abbraccia un po’ tutto, senza privilegiare un genere ad un altro”.

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