Asse di ferro Usa-Regno Unito e dazi al Messico. Vaticano 'preoccupato' VIDEO

(ANSA/EPA)
La Santa Sede è preoccupata per "il segnale che si dà al mondo" con la costruzione del muro tra Usa e Messico, voluto dal presidente statunitense Donald Trump per frenare le migrazioni. E si augura che gli altri Paesi, anche in Europa, "non seguano il suo esempio". A dichiararlo al Sir il cardinale Peter Turkson, presidente del Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale, a margine di un convegno sulla "Laudato sì e gli investimenti cattolici" in corso alla Pontificia Università Lateranense.


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Il presidente messicano Peña Nieto ha annullato l'incontro con il presidente statunitense Donald Trump che aveva dichiarato tramite un Twitter "se il Messico non è disposto a pagare per il muro meglio cancellare l'incontro". Il muro voluto da Trump costerà tra i 12 ei 15 miliardi di dollari.

Sean Spicer, portavoce della Casa Bianca, riferisce che si sta vagliando l'ipotesi di tassare del 20% le imposte dal Messico per coprire i costi del muro e ottenere circa 10 miliardi di dollari l'anno. I media attaccano sempre di più le scelte politiche di Trump, e sono stati additati dallo stratega della nuova amministrazione, Steve Bannon Che, "vero partito di opposizione dell'amministrazione Trump, non capisco questo Paese e del perché Trump ne si Presidente".

Si è svolto invece l'incontro con la premier inglese Theresa May, prima leader straniera ad incontrare il presidente statunitense. I due leader hanno parlato della possibilità di creare un asse Londra-Washington e "guidare il mondo". Una una nuova "era" sta per nascere, che vede il Regno Unito sempre più distante dall'Unione Europea è più vicino agli ideali statunitensi. La May ha portato in dono a Trump un "quaich", tazza tradizionale scozzese simbolo di amicizia e alla first lady Melania prodotti tipici britannici.