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Alessano aspetta Papa Francesco, nel nome di don Tonino


di FRANCESCO GRECO - Papa Francesco sarà ad Alessano. Nella prossima primavera (venerdì 20 aprile 2018), in visita alla tomba monumentale di don Tonino Bello, nella ricorrenza del quarto di secolo dal “dies natalis” (18 marzo 1935 - 20 aprile 1993).
 
I rumors sono attendibili, filtrano dalla Segreteria di Stato Vaticana (Monsignor Pietro Parolin), trovano conferma nella “fibrillazione” che scuote il paese del sud Salento, i contatti fra la Curia di Ugento-S. Maria di Leuca, la Chiesa locale (don Gigi Ciardo), la Prefettura, il Comune (la sindaca Francesca Torsello) e la Fondazione don Tonino Bello per l’organizzazione del grande evento, i dettagli del cerimoniere, la sicurezza, ecc.
 
C’è già stato un primo summit preliminare fra tutti i sacerdoti delle varie foranie della zona. Mentre si parla già della logistica: si prevede un grande parcheggio in zona “Frisi” (quella delle scuole) e il palco per la Santa Messa sul piazzale dinanzi al Cimitero.

Sono in stand-bye i 100mila euro stanziati mesi fa dalla Regione, con cui si provvederà a riqualificare l’intera area, mentre sono sfumati i 400mila euro di un progetto redatto, anni fa, dall’architetto Luigi Nicolardi e l’ingegnere Agostino Laganà, che prevedeva una “bretella” per far defluire il traffico e l’ampliamento del piazzale (gli eredi Torsello, la signora Rosa in primis, avevano offerto i suoli) ma la Provincia di Lecce ha detto no.
 
Un Papa dunque torna in Salento. Era dal 14 giugno 2008 (Benedetto XVI a S. Maria di Leuca) che un Pontefice non veniva in questa terra, dopo Giovanni Paolo II a Otranto nel 1980 per i 5 secoli dagli 800 martiri (1480). Sembra ieri, e sono passati 25 anni.

Il paese di don Tonino aspetta Bergoglio dopo che il protocollo è stato invertito: inizialmente infatti il viaggio prevedeva la visita a Molfetta (di cui don Tonino fu vescovo, la diocesi include anche Terlizzi, Giovinazzo e Ruvo di Puglia), con una possibile, breve sosta ad Alessano.
 
Invece si è fatta la scelta più razionale e altamente simbolica: prima la visita al Cimitero dove riposano le spoglie mortali del vescovo “costruttore di pace” e la Messa celebrata dal Papa, poi Molfetta.
 
Don Tonino morì nel 1993 a causa di un tumore allo stomaco dopo un intervento chirurgico nell’ospedale “dei poveri” (la definizione è sua) di Gagliano del Capo. Era nel pieno vigore della sua missione, fertilità di elaborazione intellettuale e operativa, che avrebbe dato tanti altri frutti: la “Chiesa del grembiule”, la “convivialità delle differenze” (temi di stretta attualità), come l’utopia della pace mentre soffiano impetuosi i venti di guerra in ogni angolo del pianeta.
 
Argomenti sviluppati soprattutto nei dieci anni in cui fu vescovo (e da presidente di Pax Christi), molto ascoltato dai media (tv e giornali) per la sua capacità di comunicare.
 
Don Tonino Bello, foto d'archivio
E infatti proprio da Tricase - dove fu “cantato”, emozionatissimo, il 30 ottobre del 1982 sul sagrato della bella Chiesa di San Domenico, davanti a una folla festante - sono cominciate le manifestazioni per i 25 anni, con l’intervento (il 30 ottobre) del vescovo della Diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli, che con altri illustri studiosi ha riflettuto sul pensiero di don Tonino (cui anni fa dedicò un libro) e il 31 la visita di preghiera al Cimitero di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, e successivamente la messa che ha celebrato nella Chiesa della Natività (di cui don Tonino – che nasce come francescano - fu parroco, ma fu anche docente al Seminario di Ugento.
 
Non sta a noi trovare affinità elettive e pragmatiche fra la sua “visione” di Chiesa povera, “degli ultimi” (accostata a quella di Francesco, il poverello di Assisi e alla Teologia della Liberazione) e quella che quotidianamente ispira il pontificato di Papa Bergoglio.
 
Tornando all’evento storico in itinere, si apprendono i primi particolari: l’aereo arriverà all’aeroporto di Galatina, da lì il Papa in elicottero si trasferirà nel Capo di Leuca e atterrerà sul piazzale del villaggio rupestre di Macurano (in agro di Momtesardo).Il Cimitero è a due passi e il Papa potrebbe farli a piedi, senza cioè la papamobile.

Farà una breve sosta di preghiera sulla tomba monumentale di don Bello - meta di un pellegrinaggio mesto e assorto – nel Cimitero dove sono sepolti anche la madre e il padre: era il suo desiderio riposare in eterno accanto a loro. 
 
Il Sommo Pontefice potrebbe visitare il MIMAC (Museo Internazionale di Arte Mariana Contemporaneo, il secondo del genere in Italia), sito nella piazza che porta il nome dell’illustre prelato, nel cuore del paese fino all’Ottocento sede di Vescovado (Alexanensis-Leucadensis).
 
Anche se sinora, chissà perché, è stato un luogo per pochi intimi. Sia le 350 opere d’arte donate a don Tonino, che volumi, documenti e i libri della donazione del prof. Antonio Caloro (cui è intestata la locale Biblioteca Comunale) sono difficilmente accessibili al grande pubblico.  Incongruenza che, si spera, sarà presto affrontata e risolta.
 
Il tutto avviene in un tempo virale. Prosegue infatti la causa di beatificazione del vescovo di Molfetta, e forse proprio in quel contesto Bergoglio potrebbe annunciarne gli sviluppi in progress, mentre è in dirittura d’arrivo quella di Suor Elisa Martinez (il 12 novembre nella Basilica di Leuca Monsignor Angiuli annuncerà la fine dell’istruttoria).
 
Alessano aspetta dunque Francesco, nel nome di don Tonino, in un momento storico in cui in ogni quadrante del pianeta ci sono criticità e nuove povertà, e che perciò rende di estrema attualità il messaggio del vescovo pugliese che tanto lavorò per quella che pare una meta irraggiungibile, e che pure va perseguita con pazienza e decisione.