Discorso di fine anno di Mattarella: attenzione su giovani, lavoro e prossime elezioni


ROMA - Si è appena concluso, come da annuale tradizione, il discorso di fine anno tenuto dal Presidente della Repubblica in diretta dal Quirinale e trasmesso in tv a reti unificate. Ecco i tratti più salienti affrontati da Mattarella.

Importante aver finito 5 anni legislatura - "Come sapete ho firmato il decreto che conclude questa legislatura del Parlamento e, il 4 marzo prossimo, voteremo per eleggere le nuove Camere. E' stato importante rispettare il ritmo, fisiologico, di cinque anni, previsto dalla Costituzione", questo il commento riguardante il termine della diciassettesima legislatura. "Insieme ad altri esiti positivi, andremo a votare con una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, omogenea per le due Camere", ha poi aggiunto, ricordando che le elezioni (previste per il prossimo 4 marzo) sono diretta espressione della sovranità popolare.

Grande attenzione ai giovani e al futuro, riguardo i quali ha affermato: "In questo tempo, la parola 'futuro' può anche evocare incertezza e preoccupazione". Ma "i cambiamenti vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità, l'autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre". "La cassetta degli attrezzi" per "rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre" è "la nostra Costituzione: ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscerci comunità di vita", ha poi sottolineato il Capo di Stato.

Il discorso è stato poi rivolto ai partiti, in riferimento ai quali Mattarella ha affermato: "L'orizzonte del futuro costituisce il vero oggetto dell'imminente confronto elettorale. Il dovere di proposte adeguate - proposte realistiche e concrete - è fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese".

Quanto al lavoro, il Presidente ha sottolineato "che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. E' necessario che ve ne sia in ogni famiglia. Al tempo stesso va garantita la tutela dei diritti e la sicurezza, per tutti coloro che lavorano". In conclusione ha aggiunto: "I problemi che abbiamo davanti sono superabili. Possiamo affrontarli con successo, facendo, ciascuno, interamente, la parte propria. Tutti, specialmente chi riveste un ruolo istituzionale e deve avvertire, in modo particolare, la responsabilità nei confronti della Repubblica."