Ilva, Mons. Santoro: "Che futuro diamo ai nostri bambini?"

TARANTO - "Questo è il momento di un segno. È necessario dare una risposta al disagio, fare vedere che c'è qualcosa che si muove, riannodando il dialogo tra le istituzioni. Serve un'opera che rappresenti la discontinuità". Lo dichiara al quotidiano Repubblica il vescovo di Taranto, mons.Santoro.

"Bene - continua Santoro - entro gennaio 2018 si cominci la copertura dei parchi minerari. Mi sembra che i soldi ci siano e dopo 12 decreti governativi, forse è il caso di prendere un provvedimento che serva a qualcosa. La copertura dei parchi è una misura chiara e condivisa da tutti, mi pare. Ma soprattutto assolutamente necessaria: i bambini dei Tamburi non vanno a scuola nei giorni di vento. Non possono giocare all'aperto. Capiamo di cosa stiamo parlando? Come si può discutere, come si può anteporre orgoglio personale, posizionamento politico, davanti a una questione di questo tipo? Che prospettiva di futuro stiamo dando ai nostri bambini?", conclude Santoro.

Emiliano: "Pronto a sedere intorno ad un tavolo, così come chiesto dal Vescovo di Taranto" - “Ho letto con grande interesse e condivisione l'intervista al vescovo di Taranto che invita la Regione Puglia ed il governo a sedersi immediatamente al tavolo e do la mia immediata disponibilità". Così il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parlando oggi a Bari con i giornalisti della vicenda Ilva e della richiesta avanzata dal Vescovo di Taranto di riannodare il dialogo tra le istituzioni. “Quando ci si deve sedere per parlare e per trovare una via di uscita non si pongono condizioni. Questa è una regola fondamentale. D'altra parte - ha proseguito Emiliano- senza l'impugnativa fatta sarebbe stato difficilissimo convincere il governo e l'azienda a ragionare con la Regione Puglia e il Comune di Taranto del piano ambientale ed industriale dell'Ilva".

Secondo Emiliano “non è intenzione della Regione porre pregiudiziali e persino la decarbonizzazione, una cosa intelligente, non lo è. Smettiamo quindi di dire agli altri cosa devono fare ed a paventare mali gravissimi. Riuniamo immediatamente il tavolo per Taranto e cominciamo a trattare. Il piano industriale ed ambientale sono per certi versi illegittimi e per altri gravemente deficitari, ma si possono tranquillamente aggiustare senza fare troppi drammi o ricatti reciproci. La disponibilità ad accogliere l'appello del vescovo è da parte nostra totale ed immediata".