Taranto: Stefàno, "Fermiamo caporalato 2.0 dei call center"
TARANTO - “Il caporalato è un fenomeno infimo, tanto ricombinante da essersi insinuato in settori diversi da quello agricolo e non lo scopriamo certo oggi. Dobbiamo indagare, con urgenza, negli spazi e negli ambiti che emergono da denunce preziose come questa per non lasciare soli i lavoratori dinanzi a tali abusi". Lo scrive in una nota il senatore Dario Stefàno, che ha presentato in Senato una proposta di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno del caporalato, dopo la denuncia lanciata dalla Cgil a Taranto relativamente alla busta paga di una operatrice di call center.
“E' caporalato 2.0 quello che si è irradiato - continua Stefàno - nei settori delle telecomunicazioni, nell’edilizia, nel manifatturiero, nel settore dei trasporti, in certe tipologie di cooperative. L'impegno del Governo in questa Legislatura si è misurato, e con successo, con l'approvazione e promulgazione di una legge di contrasto a questo deprecabile fenomeno che riguarda per lo più il settore agricolo, ambito primigenio e per eccellenza dello sfruttamento dei caporali. Una misura che rappresenta per l'appunto un ottimo punto di partenza. La Legge 199 del 2016 è, infatti, un faro utile per continuare a fare luce su quelle ombre che il mondo del lavoro sempre in mutazione può andare a creare o, ancor peggio, continuare ad alimentare. Resta quindi sempre saldo l'impegno a continuare ad esplorare questi ambiti nuovi, a valutare e quindi intervenire per sanare i danni che questo reato produce al nostro Paese, a verificare se, dove e secondo quale meccanismo si produce la violazione dei diritti umani, se e dove le condizioni di vita e di lavoro sono misere, se e dove il lavoro diventa una pena e non un esercizio per la propria indipendenza e dignità. Dobbiamo mettere a punto strumenti ancora più precisi, ancora più innovativi, di controllo e quindi di repressione in modo da travolgere queste zone d'ombra".
“La luce che vediamo oggi puntata sui call center ci deve spingere ad indagare bene su questo fenomeno, in modo da aiutare anche quelle aziende dello stesso settore, sanissime e serissime, che si trovano magari a misurarsi con una concorrenza marcatamente sleale. E’ una beffa che non possiamo in alcun modo sopportare. Facciamo quindi un nodo al fazzoletto - conclude Stefàno - come impegno per il prossimo futuro: la nostra Repubblica è fondata sul lavoro e difende i lavoratori".
“E' caporalato 2.0 quello che si è irradiato - continua Stefàno - nei settori delle telecomunicazioni, nell’edilizia, nel manifatturiero, nel settore dei trasporti, in certe tipologie di cooperative. L'impegno del Governo in questa Legislatura si è misurato, e con successo, con l'approvazione e promulgazione di una legge di contrasto a questo deprecabile fenomeno che riguarda per lo più il settore agricolo, ambito primigenio e per eccellenza dello sfruttamento dei caporali. Una misura che rappresenta per l'appunto un ottimo punto di partenza. La Legge 199 del 2016 è, infatti, un faro utile per continuare a fare luce su quelle ombre che il mondo del lavoro sempre in mutazione può andare a creare o, ancor peggio, continuare ad alimentare. Resta quindi sempre saldo l'impegno a continuare ad esplorare questi ambiti nuovi, a valutare e quindi intervenire per sanare i danni che questo reato produce al nostro Paese, a verificare se, dove e secondo quale meccanismo si produce la violazione dei diritti umani, se e dove le condizioni di vita e di lavoro sono misere, se e dove il lavoro diventa una pena e non un esercizio per la propria indipendenza e dignità. Dobbiamo mettere a punto strumenti ancora più precisi, ancora più innovativi, di controllo e quindi di repressione in modo da travolgere queste zone d'ombra".
“La luce che vediamo oggi puntata sui call center ci deve spingere ad indagare bene su questo fenomeno, in modo da aiutare anche quelle aziende dello stesso settore, sanissime e serissime, che si trovano magari a misurarsi con una concorrenza marcatamente sleale. E’ una beffa che non possiamo in alcun modo sopportare. Facciamo quindi un nodo al fazzoletto - conclude Stefàno - come impegno per il prossimo futuro: la nostra Repubblica è fondata sul lavoro e difende i lavoratori".
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