Palazzo di Giustizia Bari, Stefanì: "Necessario stato di emergenza"
BARI - Dichiarazione del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì al termine dell’incontro tenutosi a Roma per cercare una soluzione al problema del Palazzo della Giustizia penale del capoluogo pugliese.
“Siamo contrari alla soluzione prospettata durante l’incontro al Ministero – ha detto il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì al termine del vertice che si è tenuto oggi (ieri, ndr) a Roma presso il Ministero della Giustizia per discutere della situazione dell'edilizia giustizia barese - e invitiamo il nuovo ministro Bonafede a visitare i luoghi della Giustizia a Bari, tendopoli inclusa, per rendersi conto della situazione in cui versa uno dei più importanti fori italiani. Gli spazi ipotizzati peggiorerebbero la situazione piuttosto che migliorarla: in via Brigata Regina a Bari, infatti, ci sono solo 3.000 metri quadri disponibili mentre la soluzione di Modugno, oltre ad essere inadeguata, aumenterebbe il frazionamento degli uffici, che diventerebbero troppo distanti tra loro e costringerebbero gli avvocati a chiedere il rinvio dei processi. Solo la proclamazione dello stato di emergenza per decreto consentirebbe di intraprendere quelle procedure accelerate necessarie a trovare soluzioni davvero convincenti e in tempi stretti”.
“Siamo contrari alla soluzione prospettata durante l’incontro al Ministero – ha detto il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì al termine del vertice che si è tenuto oggi (ieri, ndr) a Roma presso il Ministero della Giustizia per discutere della situazione dell'edilizia giustizia barese - e invitiamo il nuovo ministro Bonafede a visitare i luoghi della Giustizia a Bari, tendopoli inclusa, per rendersi conto della situazione in cui versa uno dei più importanti fori italiani. Gli spazi ipotizzati peggiorerebbero la situazione piuttosto che migliorarla: in via Brigata Regina a Bari, infatti, ci sono solo 3.000 metri quadri disponibili mentre la soluzione di Modugno, oltre ad essere inadeguata, aumenterebbe il frazionamento degli uffici, che diventerebbero troppo distanti tra loro e costringerebbero gli avvocati a chiedere il rinvio dei processi. Solo la proclamazione dello stato di emergenza per decreto consentirebbe di intraprendere quelle procedure accelerate necessarie a trovare soluzioni davvero convincenti e in tempi stretti”.
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