Bonafede: no alla liberalizzazione delle armi

ROMA - In alcun modo la realizzazione dell'obiettivo riformatore, per come concepito dalla maggioranza, potrà portare alla liberalizzazione delle armi in Italia, la detenzione ed il porto delle quali risultano disciplinate da disposizioni normative rigorose sulle quali il Governo non avverte alcuna esigenze di intervenire, trattandosi di leggi che rappresentano, per altro, strumenti irrinunciabili nella lotta alla criminalità". Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, durante il question time.

Per placare gli animi nella maggioranza, scendono in campo anche Salvini, assicurando 'totale sintonia con il ministro Bonafede', e il premier Conte: 'Il governo non incita all'uso delle armi'.

Secondo il Movimento Cinque Stelle sulla questione sarà indispensabile un'adeguata valutazione. "In considerazione della delicatezza della materia trattata, della complessità e dell'impatto a livello sociale è necessaria un'analisi approfondita delle norme esistenti e dei testi presentati. Ciò è doveroso per il M5S, così da rendere la legge realmente efficace ma nella piena sicurezza dei cittadini. Il nostro sarà un lavoro scrupoloso, di sintesi e ragionato nel solco delle garanzie Costituzionali, senza muoversi sull'onda emotiva", afferma il senatore M5S della commissione Giustizia Francesco Urraro.

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