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Leuca, i 152 anni del Faro tra storia, arte e poesia


di FRANCESCO GRECO - S. MARIA DI LEUCA. Visto da lassù, lo skyline è una morbida curva che si perde all’infinito evocando il mistero di altri mondi, popoli, culture, galassie. 254 scalini per ubriacarsi di bellezza e armonia, un’emozione unica, che turba l’animo, spinge al silenzio. Sotto il suo sguardo discreto transitano più della metà delle ricchezze del pianeta. Alla sua ombra che si fonde con quella della Basilica della Madonna di Leuca, sul Promontorio Japigio, scorre l’acqua benedetta delle opere terminali di AP (1939) che purifica corpo e mente, prima di confondersi nel mare dei titani e delle ninfe.

152 anni (6 settembre 1866, accensione della lanterna), ma non li dimostra, anzi, approfitta della festa che gli hanno fatto in una giornata memorabile fatta di luce abbagliante e pura e di ricordi in b/n, di arte e poesia (“Ut pictura poësis”, Orazio), di sconfinata dolcezza, per rimodulare il suo futuro al tempo del byte, raccontare “culàcchi” sospesi tra storia e leggenda alle nuove generazioni. News: faro di primo ordine, è alto 47 metri, portata 35 miglia (il raggio in cui può essere visto), circa 130 m. slm, start dei lavori 1864, “capicanale” (fine cantieri) e accensione nel 1866, un anno dopo l’inaugurazione. Un’opera d’arte, innalzata dove c’era una torre del sistema difensivo ideato da Carlo V a difesa dalle incursioni saracene, dialoga con la Torre dell’Omomorto e la Basilica. Costo: 140.500 lire, 70.000 la struttura, altrettanto per i macchinari. Altri tempi, altra Italia, altri italiani (news su “Il Faro di Leuca”, di Giuseppe Carlone e Nicola Martinelli, foto Nicola Amato, Editore Adda, Bari 2016).

Ma torniamo all’intensa giornata che si è sviluppata in due momenti: la mattina la visita guidata di comitive da 15 persone organizzata da un consorzio di cinque Pro Loco: Leuca (che ha il ruolo di capofila, presidente il brillante Vincenzo Corina), Patù (Giovanni Brigante), Castrignano (Michele Petracca), Torre Vado (Marco Cavalera), Gagliano (Franco Scozzafava). Per le visite future stanno cambiando le regole: forse nascerà il CUN (Centro unico di prenotazioni). E poi un premio di pittura estemporanea, soggetto il mitico Faro, a cui hanno partecipato gli alunni della media “De Blasi” di Gagliano (ma anche ex studenti) in memoria del poeta Cosimo Russo (“Per poco tempo”, Manni Editore, Lecce 2017) e voluto fortissimamente (con premi in denaro) dalla famiglia.

Ecco gli artisti in erba che hanno partecipato (assistiti dal prof. Davide Cordella, Antonella Sergi, Gina De Blasi, Donatella Gargasole): Giulia Barnaba, Karola Buccarello, Daniele Chiave, Francesca Chiffi, Elisa De Blasi, Rachele De Blasi, Chiara Ferilli, Gabriele Ferraro, Riccardo Fersini, Giulia Larcinese, Asia Mighali, Valeria Milo, Sofia Nobile, Giorgia Peri, Antonio Prontera, Danilo Protopapa, Silvana Protopapa, Dalila Stefanelli, Maria Celeste Stendardo, Alessandra Passaseo. A sera il convegno nella Sala- Conferenze della Basilica Minore della Madonna di Leuca (condotto con garbo da Mimina Sergi), in cui il prof. Carlone ha ripercorso la storia del Faro (“luce di accoglienza”, “avamposto culturale nel Mediterraneo che nasce per regolare il traffico nel Canale di Suez”).

Dai combustibili fossili all’acetilene ai pannelli solari e le batterie e i led. Fra poco saranno manovrati a distanza. La Marina Militare gestisce dal 1911 questi “simboli identitari delle comunità” (CF Giulio Carafa, Zona Fari, Taranto). Intanto c’è un piano nazionale per farli rinascere a nuova vita: potrebbe divenire una struttura turistica di accoglienza e ristorazione (come in Sardegna, Gran Bretagna, ecc.). Alla fine la giuria presieduta dalla dirigente scolastica Pamela Anna Luigia Licchelli e composta da Lucia Ciardo Russo (moglie del poeta), Valentina Di Lorenzo, Sara Valentina Maruccia, Mauro Zaminga, Anna Catia D’Amico, Annalisa Marino, Antonella Sergi, Davide Cordella) ha premiato i due vincitori assoluti: prima Dalila Stefanelli con l’opera “Il Faro all’alba” (questa ragazza è anche un talento nella musica); secondo Antonio Prontera.

La festa si è chiusa con l’apertura della Cascata Monumentale, uno spettacolo di luci e acqua che ogni volta regala un brivido di emozione, per la gioia dei turisti armati di ogni strumento digitale per immortalare i mille riflessi dell’acqua che scende al mare. Ci si rivede nel 2019, stessa location: all’ombra rassicurante del Faro che accudito dal farista reggente Antonio Maggio (responsabile anche dei fari di Torre San Giovanni e Gallipoli) e dall’aiutante Antonio Giaquinto, in silenzio continua il suo prezioso lavoro.

(Ph credits Orazio Coclite)