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Nel ‘mosaico della felicità’ Cianci e Fizzarotti fondono Scienza e Arte


di GRAZIA STELLA ELIA - Guardando il titolo, il sottotitolo e l’aspetto ponderale di questo libro in edizione fuori commercio (Dario Cianci - Santa Fizzarotti  Selvaggi ‘Il mosaico della felicità. Biodiversità tra scienza, arte e poesia’ - Levante editori, Bari 2019), potrebbe accadere di avvertire una certa perplessità al momento di imbarcarsi in un mare di pagine dense di scienza, di saperi alti e di nozioni non comuni… E invece, una volta entrati nella lettura, si intensifica l’interesse a cogliere i messaggi edificanti che arrivano e catturano.

In apertura troviamo la lettera di Santa Fizzarotti Selvaggi allo scomparso scienziato Dario Cianci, intesa a ringraziarlo per averla coinvolta già da tempo in un progetto culturale che in questo libro si concretizza. 

Segue la Prefazione di Elena Ciani, della quale riporto un passo indicativo di ciò che il lettore troverà scorrendo le pagine. A pagina 13 infatti si legge: “[… ] Nasce un testo decisamente originale, che sfugge a qualunque facile definizione, dove considerazioni estetiche, etiche, epistemologiche, fenomenologiche ed escatologiche accompagnano suggestioni mitiche e mistiche in un vibrante elogio della Divinità, nelle sue molteplici forme visibili ed esperibili”.

Vi è poi la Presentazione puntuale e pregnante del Professor Donato Matassino, accademico ordinario dei Georgofili il quale, nel concludere le sue pagine dense di dottrina, scrive: “[…] l’opera ‘Il mosaico della felicità - Biodiversità tra scienza, arte e poesia’ comprende una visione dell’Universo […] di un Artista che, superando la cortina dell’effimero e dell’accadimento quotidiano, […] si proietta verso una visione di un tutto in cui il cuore, il sentimento e la scienza si fondono e concorrono alla percezione della consapevolezza che l’Universo, l’Arte, la Biodiversità e la Scienza sono modalità diverse di un’unica sostanza: ‘la Vita’”.

Ma entriamo in medias res, nel nostro caso nel vivo della lettura. Ci si imbatte in testi poetici che rivelano lo stile dell’autrice, una donna che non scrive soltanto versi, ma discute anche di filosofia, arte, paesaggistica e Natura - Madre.

Il coautore, uno scienziato a tutto tondo, parla di biodiversità, sottolineando che gli  elementi che la compongono non vanno mai separati, perché ciascuno è indispensabile. “La bellezza, l’armonia e la complessità del mondo, della natura, del paesaggio sono spesso arricchite dall’opera di poeti, pittori, cantanti” che le rappresentano nelle loro creazioni.

Secondo la Fizzarotti l’opera dell’artista viene mossa da “un vento poetico” portatore delle “voci delle madri e dei loro bambini”, un vento che consente di “sentire l’anima del mondo”. Ella fa riferimento al Michelangelo della Sistina e al Van Gogh del sole e della luna e dice: “Gli artisti, dotati di una seconda vita, sono profetici”.

La biodiversità, come afferma Dario Cianci, fornisce informazioni sulla variabilità genetica e consente di collegare il passato al futuro biologico. Sul filo della Scienza più rigorosa egli entra nei dettagli sull’argomentazione che riguarda la biodiversità. 

Il Professore giunge alle Conclusioni evidenziando la necessità di conservare e valorizzare i dati riguardanti la genetica di eredità, affinché le diversità umane e animali si usino in vista dei benefici in favore della intera umanità.

La Fizzarotti, nei suoi capitoli, parla poeticamente della natura e scrive un’ode alla rosa. Lo scienziato, dal canto suo, dice che la biodiversità animale ha tante analogie con la biodiversità umana e ricorda di aver programmato il Piano Difesa delle risorse genetiche delle popolazioni animali. Sottolinea l’importanza dell’archeologia nello studio genetico e ambientale delle razze. Anche le lingue hanno la loro eredità biologica. Questi studi di genetica antica permettono di operare meglio sulle razze attuali. Le produzioni alimentari corrispondono alla evoluzione delle piante e alle condizioni ambientali. La necessità di importare animali comporta un approfondimento sulle razze autoctone. Agli animali vanno attribuiti gli stessi diritti dell’uomo. La letteratura e l’arte spesso considerano così importanti gli animali, da farne oggetto di splendide opere. Immensa è l’utilità degli animali, soprattutto di quelli che forniscono alimenti nutrizionali. La biodiversità è in stretto collegamento con il ciclo della natura. Sia l’uomo, che gli animali, hanno esigenze di ordine climatico e alimentare.

Lo studioso si ferma a lungo a descrivere le caratteristiche climatiche e ambientali della Murgia antica, una zona molto particolare della Puglia.

Il discorso di Dario Cianci verte poi sul dromedario, animale resistente al caldo e alla sete e va in seguito sulla ricotta, alimento molto antico, consigliato a bambini e anziani, sul latte d’asina con le sue proprietà nutrizionali; importante per la grande somiglianza al latte materno, usato anche per la bellezza della pelle e considerato nel Medioevo “elisir di giovinezza”.

Troviamo ora la descrizione delle proprietà che possiede il caciocavallo, vanto alimentare della nostra regione. Lo scienziato decanta le qualità alimentari, terapeutiche e persino afrodisiache del latte di cammello, ritenuto prodigioso soprattutto dai popoli islamici.

Il cerchio scientifico del Professor Dario Cianci si chiude con il capitolo La nutraceutica, la scienza che esorta ad attenersi all’alimentazione naturale, mentre il percorso di Santa Fizzarotti Selvaggi si conclude con i versi Sentieri di seta e con il capitolo Alchimia, che comprende alcune ricette emblematiche della nutrizione naturale.

Si è potuto constatare quanto Elena Ciani nella Prefazione e Donato Matassino nella Presentazione hanno scritto per le pagine introduttive. Si può affermare, infatti, che dalla lettura di questo libro provengono riflessioni ed insegnamenti validi per la vita, degni di essere trasmessi alle attuali e future generazioni.

Al rigore scientifico dello studioso Cianci fa da contraltare la linea poetica e psicologica di Santa Fizzarotti Selvaggi, cosa che la dice lunga sulla possibilità di connubio tra Scienza e Poesia.

Infatti Scienza e Poesia, in felice binomio, hanno percorso un lungo cammino, procedendo per sentieri diversi, per raggiungere una meta comune: evidenziare e sottolineare l’importanza della biodiversità scientificamente, umanamente e artisticamente intesa.