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La piaga dell'assenteismo in Puglia

di MARIO CONTINO - I tempi cambiano, l'economia muta i suoi parametri di riferimento ed il lavoro si evolve così come i rapporti tra datore di lavoro e dipendenti. L'unica cosa che sembrerebbe non mutare è il fastidioso problema dell'assenteismo sul lavoro, ovviamente non ci riferiamo ad assenza per giustificata causa ma ad episodi aventi come oggetto veri e propri comportamenti illeciti, dei quali le aziende non possono che essere vittime al pari dei loro clienti, siano essi acquirenti di beni o fruitori di servizi. La Puglia non è certo esente da tale piaga, solo negli ultimi mesi (Aprile/Maggio 2019) le cronache hanno rivelato sgradevoli episodi che hanno riguardato le città di Foggia e Taranto.

Presso Taranto è stata la nobile Marina militare a dover fronteggiare il fenomeno dell'assenteismo, come ci riportano numerosi articoli giornalistici che ci informano della  conclusione delle indagini preliminari, che sembrerebbero volte a confermare il reato di truffa aggravata ai danni di ente pubblico, commesso da 23 dipendenti civili del Ministero della Difesa. Secondo l'accusa, gli indagati si sarebbero più volte allontanati dalle loro mansioni, assentandosi, dunque, per motivi personali quali fare la spesa o sbrigare altre faccende non inerenti alla sfera lavorativa. Lo avrebbero fatto senza timbrare il cartellino marcatempo e quindi risultando di fatto regolarmente in servizio. Le contestazioni riguarderebbero fatti avvenuti i primi mesi del 2017, e le accuse cadrebbero su 17 uomini e 6 donne, pedinati e ripresi dalla guardia di finanza, che ha poi proceduto ad avviare l'iter giudiziario.

A Foggia, invece, il fenomeno dell'assenteismo ha colpito la ASL. Precisamente sono stati i finanzieri del rispettivo Comando Provinciale a porre agli arresti domiciliari ben 8 dipendenti pubblici in servizio presso l'ospedale di San Severo. Gli investigatori hanno accertato che questi dipendenti timbravano il loro cartellino ma di fatto erano poi impegnati in attività che con il loro ruolo ed i loro compiti non centravano nulla, assentandosi per i motivi più disparati: Aiutavano le loro mogli con le rispettive attività commerciali, o semplicemente passavano il tempo nei vari Bar cittadini. Uno di loro, pur risultando regolarmente a lavoro, avrebbe passato intere giornate al mare senza neppure preoccuparsi di celare troppo l'illecito, infatti avrebbe postato tranquillamente le foto sul “social network”.

Notizia di Lunedì 8 Luglio 2019 l'arresto di ben 12 persone e di 30 altre indagate a vario titolo, nell'ambito di un'indagine portata avanti dalla Guardia di Finanza che ha svelato un sistema di truffa sui timbri dei cartellini atto all'assenteismo in orario lavorativo, presso l'Ospedale "Don Tonino Bello" di Molfetta (Bari). Tra gli indagati figurerebbero dirigenti medici, paramedici, impiegati amministrativi, che ora risponderanno a vario titolo di reato di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico, falso ideologico, abuso d'ufficio e peculato. 

Non solo gli enti pubblici sono costretti a fronteggiare tale fenomeno, anche le aziende private si trovano spesso costrette ad affrontare carenze economiche o di forza lavoro causate da dipendenti che, magari chiedendo permessi in forza della Legge 104 del 1992, ossia per l'assistenza a persone affette da disabilità, sfruttano tali periodi per svolgere altre attività lavorative, o persino per fare vere e proprie vacanze ai danni dei datori di lavoro e contro il rapporto fiduciario che dovrebbe sussistere tra datore e dipendente. La legge, fortunatamente, fornisce diversi mezzi per poter tutelare queste aziende, prima tra tutti la possibilità di poter incaricare un agenzia investigativa che possa fornire prove a sostegno di fondati sospetti.

I controlli eseguiti dalle agenzie investigative sui lavoratori sono ritenuti leciti dalla giurisprudenza anche se occulti o se posti fuori dall’azienda, con il solo limite di non poter invadere la privata dimora dell’interessato ed a patto che tali indagini siano volte ad evitare la commissione di comportamenti illeciti da parte dei dipendenti, che potrebbero anche avere risvolti penali.

A tal fine abbiamo interpellato i responsabili dell'agenzia investigativa “Iuris Investigazioni”, con sede in Trani (www.iurisinvestigazioni.it), che ci ha gentilmente concesso una breve intervista su tale problematica.

Le aziende possono rivolgersi ad un investigatore privato per far seguire un dipendente? 
Assolutamente si, è una prassi lecita e giuridicamente disciplinata, che vanta numerose sentenze della Corte di Cassazione che stabilisce la legalità dell'azione investigativa posta in essere al fine di monitorare un dipendente sia durante che fuori l'orario lavorativo. Ciò al fine di ottenere prove giuridicamente valide al fine di accertare reati di truffa, furto, assenteismo o comunque al fine di far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria.

Sono molte le aziende che si rivolgono a voi? Fenomeni stabile o in aumento? 
Il fenomeno è in costante crescita, sempre più aziende si rivolgono ad un'agenzia investigativa che come noi offre servizi specifici al fine di fronteggiare il fenomeno dell'assenteismo e per altre problematiche relative alla gestione aziendale. L'aumento dell'assenteismo sul lavoro è superiore del 35% rispetto agli anni precedenti, e registriamo i picchi maggiori durante il periodi estivo.Durante l'Estate i dipendenti abusano dei permessi per malattia o dei permessi concessi tramite la legge 104 per svolgere attività lavorative differenti o addirittura villeggiare alle spalle delle aziende.

Quali sono i problemi causati alle aziende dai dipendenti assenteisti? 
I problemi sono tantissimi e toccano tanto la sfera economica aziendale che organizzativa. Basti pensare ai problemi relativi all'improvviso cambio di turni lavorativi per via dell'assenteista, occorre trovare un sostituto, si crea malcontento, in poche parole l'intera produzione ne resiste in maniera negativa. Addirittura si creano precedenti spiacevoli se l'azienda non attua comportamenti atti a ristabilire l'ordine e la disciplina, anche con un licenziamento per giusta causa, che però può essere messo in atto solo procurandosi prove concrete sul comportamento illecito del dipendente, e qui entriamo in azione noi investigatori privati.

Cosa accade al dipendente scoperto a compiere assenze ingiustificate e a chi spetta l'onere della prova?
Il dipendente può essere licenziato per giusta causa, ciò non si limita al reato dell'assenteismo ma abbraccia altri illeciti come furti, truffe ecc. L'onere della prova spetta sempre al datore di lavoro, è lui che deve provare la sussistenza dei comportamenti illeciti da parte dei suoi dipendenti.



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