Bellanova: 'La manovra? E' un risultato accettabile'

ROMA - La manovra? “Un risultato accettabile” ma anche “il primo banco di prova vero della nostra capacità di tenuta e sintesi”. E' il pensiero espresso in un’intervista al Corriere della Sera della ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, plenipotenziaria della guida di Italia viva di Matteo Renzi nel governo, che commenta così il varo della legge finanziaria. E ascrive al nuovo gruppo costituito dall’ex premier ed ex segretario del Pd Renzi l’aver ottenuto il non aumento dell’Iva, un. Blocco che “è un pezzo del patto fondativo di governo” specifica nelle prime battute del colloquio.

Poi però la Bellanova elenca anche il Family act, che “prende forma” con 600 milioni per le famiglie, asili nido, sette giorni di permesso di congedo per i padri. “Le famiglie si tutelano così, perché non si debba scegliere tra fare figli e lavorare”, precisa. E Bellanova è anche soddisfatta perché “rimettiamo al centro dell’Agenda l’agricoltura” dice. Ovvero, l’Irpef agricola, il fondo di solidarietà per l’emergenza cimice asiatica, sostegno ai giovani e alle donne. “Le nostre priorità sono chiare: crescita e inclusione, qualità territoriale fisica e sociale”. Tutte, per altro, priorità del governo Renzi “e hanno funzionato”, sottolinea.

Però c’è anche qualcosa che non convince la ministra, frutto anche del fatto che “siamo una maggioranza composita, la sintesi è un lavoro” e perciò “la sobrietà nelle dichiarazioni preziosa”, tuttavia – dice – “quota 100, l’ho sempre considerata una misura inopportuna, senza togliere a nessuno il diritto alla pensione” in quanto di tratta di un provvedimento “non strutturale, a tempo e per pochi”. E poi “non considera i lavori usuranti, discrimina i lavoratori e sottrae, in una situazione in cui la coperta è stretta, risorse a migliaia di giovani e famiglie”. Mentre “abbiamo proposto di investire quelle risorse su famiglie, giovani, chi il lavoro lo cerca e se fossero destinate alla crescita lo potrebbe trovare, chi difficilmente avrà una pensione perché non l’ha maturata nonostante anni di lavoro” dichiara. Ma omette di dire cosa avrebbe voluto Italia viva nella manovra che non c’è per non fare “il gioco del più uno”.