Lirica: all'Auditorium 'Nino Rota' l'Asinus aureus

BARI - Andrà in scena il 25 ottobre 2019, alle ore 20.00 presso l’Auditorium “Nino Rota” del Conservatorio Piccinni di Bari, l’esecuzione in versione rinnovata di Asinus Aureus, frammenti da Apuleio, l'azione coreografica musicale per voci di soprano, baritono, basso, coro e voci recitanti. L’allestimento nasce in seno al CUTAMC (centro interuniversitario di ricerca per il teatro, le arti visive, la musica e il cinema) come prima co-produzione insieme al Conservatorio di Bari: una inedita collaborazione che guarda in prospettiva e mira in questa straordinaria occasione a valorizzare i giovani talenti del Conservatorio e le nuove risorse attoriali emerse nei più recenti stage teatrali del CUTAMC.

Il Centro universitario porta anche in scena l’esperto (e rinnovato) Coro ‘Harmonia’, forte della presenza di Giuseppe Naviglio, uno dei massimi interpreti internazionali dell’opera lirica sia barocca sia contemporanea. L’evento, oltre al valore intrinseco garantito dalla qualità artistica della musica di Nicola Scardicchio, ha il merito di mettere in atto un’inedita e preziosa forma di cooperazione tra le giovani risorse artistiche della città per un rinnovato e più intenso dialogo delle due massime istituzioni culturali di Bari con la più ampia realtà della società civile.

Asinus Aureus è un’opera capace di fondere la straordinaria ricchezza espressiva di un grande testo classico come Le Metamorfosi (o L’asino d’oro) di Apuleio con le suggestioni di un linguaggio scenico-musicale attualissimo, nel quale musica, parola, danza e performance attoriale puntano a una generosa prova di Gesamtkunstwerk, mettendo in valore un processo di fusione che ha come esito un insieme compatto e suadente. L’opera di Scardicchio mira a reinterpretare per singoli, preziosi frammenti l’estro mimetico e teatrale dell’affabulazione apuleiana, che sospende nel cielo del mito e della magia le composite sorti (fra tragiche e comiche) del genere umano, ma lasciando la primazia all’incantamento erotico (la favola di Amore e Psiche), non senza che all’eroe (Lucio), eterno curioso, la Fortuna volubile imponga una sorta di anamorfosi (la ‘trasformazione’ in asino), in attesa che un’altra divinità (Iside) gli consenta un provvidenziale ritorno all’identità umana.
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