Alla fine è... 'Ridere' dei Pinguini Tattici Nucleari


VINCENZO NICOLA CASULLI - Intorno ad un tavolo possono nascere belle storie. Una birra può ispirare percorsi. La musica non ha confini, viaggia seguendo traiettorie inconsuete. E travolge col suo ritmo. Oggi il panorama musicale italiano è dominato dall’indie, sonorità dal sapore vintage, testi semplici, filastrocche new wawe. Produzioni destinate al consumo di massa, ritornelli ficcanti da memorizzare velocemente. Nascono in questo contesto i Pinguini tattici nucleari. Intorno ad un tavolo di un pub della provincia bergamasca nel 2012. Una birra ad ispirarne il nome, la Tactical Nuclear Penguin.

Sei ragazzi che sviluppano un progetto positivo, ironico, frizzante. Testi che rivendicano l’orgoglio dell’italianità e la verace necessità di sentimentalismo scanzonato. I valori che caratterizzano i giovani d’oggi. Ed una forte propensione nel raccontare i secondi, i gregari. Una carriera musicale giovane ma caratterizzata da una veloce ascesa, culminata con la partecipazione all’ultima edizione del Festival di Sanremo con il brano Ringo Starr in onore del batterista dei Beatles, figura solo all’apparenza secondaria, che di tutti e quattro i membri era il più defilato e, per molti, sottovalutato, ma con uno stile unico.

Dopo circa due anni dal loro fortunato incontro, infatti, il gruppo bergamasco lancia il proprio primo disco di inediti, Il re è nudo, seguito nel 2016 da Diamo un calcio all’aldilà e nel 2017 da Gioventù bruciata. Il volano di popolarità, però, è stato rappresentato senza dubbio dall’album Fuori dall’Hype (2019), con canzoni incredibilmente orecchiabili come Verdura, Monopoli e La banalità del mare. Il nuovo lavoro è stato arricchito dal brano sanremese e dall’ultimo singolo Ridere, attualmente in rotazione nelle radio, in cui il ritmo scanzonato si mescola con un testo che racconta un amore finito. Ossimoro davvero ben riuscito. Ne sentiremo parlare ancora.
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