San Nicola, sono tornati gli 'Amici tuoi'


LIVALCA - Ho trovato stamattina la foto che apre questo scritto e mi sono commosso, cosa che mi succede spesso, ma si tratta di un’emozione pregevole, sublime…ossia quella che si riferisce a tutte le manifestazioni d’amore, anticamera-premessa per quell’amicizia autentica che non può cessare, se non per un intervento dall’Alto. 

Ieri avevo mandato direttamente da Giacomo Adda un anziano  amico di  mio padre, che era interessato a due libri fuori catalogo dell’editore, nella speranza fosse reperibile ancora una copia e, al tempo stesso, avevo detto di chiedere se fosse pronto l’atteso volume di Nicola Simonetti sulle donne. Giacomo ha avuto la gentilezza di chiamare per mettermi al corrente che avevano procrastinato l’uscita e, parola più parola meno, avevamo convenuto che saper invecchiare è una cosa molto difficile, che non si ‘acquista’con il trascorrere degli anni. Con la consueta sincerità disarmante che possiede l’editore che ha reso famosa via Tanzi, mi ha suggerito: ”Perchè non consulti il testo di Nicola Simonetti  «Beninvecchiamo così»? Non  potendo lasciare cadere un invito così affettuoso e pur perentorio, ho cercato di trovare il libro, che a febbraio  del corrente anno era nelle mie mani come testimonia la foto di cui sopra, ma, dato che il risultato è stato infruttuoso, mi sono convinto che una mano ‘ignota’ (non a me che conosco che vulpem pilum mutare, non mores) inavvertitamente, pensando fosse di Levante, ha inteso trasferire il ‘dizionario anti-age’ verso lidi più autorevoli. 

Domenica 24 maggio il ‘Gruppo amici di San Nicola’ composto da nove elementi base : Antonio, Ciro, Gianni, Luigi, Marco, Michele M., Michele P., Nicola e Peppino ( al secolo Giuseppe Giordano, noto professionista ma ancor più rinomato ‘battutista’ in lingua latina, spesso fazioso e pur sempre orgoglioso cerignolano, che non dimentica mai di riferire di essere nato nel comune più esteso di tutto il Meridione, terzo in Italia) si è finalmente riunito e, con sommo piacere, dopo aver fatto l’appello, abbiamo potuto affermare di essere al completo.  La foto che, con perizia e pazienza, la signora Regina Girone  ha scattato l’ultima domenica di febbraio al gruppo vedeva l’assenza, giustificata, di Peppino  e l’inserimento momentaneo di  padre Damiano Bova, domenicano per popolarità inferiore solo a Papa Francesco, e un affezionato della messa domenicale delle 7,30 in San Nicola, Pino Tarallo. La foto artistica di Regina Girone, moglie di Antonio, è riuscita a far diventare fotogenici dieci ‘personaggi’ e cinque libri che avevano il compito di dare risalto al valore…’ intellettuale’ del gruppo.

Michele Mancini, il signore con il farfallino verde è uno dei due pezzi da novanta, non solo anagraficamente parlando, del gruppo e nella foto tiene bene in vista - con la copertina verde - il volume di Simonetti, che contiene l’A B C  per invecchiare bene e dove C sta anche per un certo tipo di…‘fortuna’. Questo era il volume che mi aveva consigliato l’editore Giacomo Adda; testo che rivedrò appena possibile e da cui, al momento, ricordo di aver appreso che il ‘flagello di Dio’, Attila per intenderci, morì a 121 anni, stroncato da una generosa notte d’amore con una principessa ragazzina appena sposata e che  un’attrice dell’antica Roma, una cera Lucela (o qualcosa di simile), festeggiò il secolo sulle scene… performance che,a breve, sarà  emulata dalla bravissima Franca Valeri.

Nel centro vi è Marco Matteo Ciccone (il medico che controlla ogni battito del nostro cuore e che ‘seda’ sempre le amabili  discussioni ricordando che con la schietta  intelligenza cerchiamo risposte che la nostra ‘pompa aspirante’ trova sempre nell’interesse collettivo) che stringe fra le mani un libro molto interessante che solo un editore illuminato e pur  scarsamente integrato nelle sfere che contano,  come Levante, poteva partorire con la proverbiale generosità che solo i puri uomini del Sud sanno esibire ( Omnia munda mundis nella sua giusta accezione: Tutto è puro agli occhi degli individui puri). Il volume in questione «Antichità e Pubblicità» è curato da Francesco De Martino, il quarto fratello di Gianni Cavalli oltre che inseparabile amico, è conta di circa novecento pagine di notizie intriganti, con  700 foto a colori che ripercorrono il cammino dell’undicesima arte (o Musa?): la pubblicità.  La pignoleria di Luigi ora esigerebbe che elencassi le prime dieci sorelle, ma omnia cum tempore.

Nicola Simonetti nella foto stringe fra le mani il libro «Cose di case…chiuse», scritto insieme alla moglie Mimma Sangiorgi sempre per Adda editore, e mi limiterò a riportare il pensiero di Umberto Veronesi che è anche quello dei due autori dell’opera :”…gli uomini che acquistano sesso hanno un’immagine degradante delle donne…”.  Il sottoscritto mezzo secolo fa scrisse un articolo su ‘Il Meridionale’, testata diretta dall’avvocato Alberto Margherita, per ragioni anagrafiche gran frequentatore delle ‘case chiuse’, in cui senza se e senza ma rivendicava il suo sacrosanto diritto a non comprare mai niente (quel niente va esteso anche al campo lavorativo !) che non fosse lecitamente in vendita.  I giornalisti anziani dell’epoca mi diedero del gay - chiaramente con il termine adoperato all’epoca - e fu proprio il direttore Margherita - di cui ero il ‘consigliere editoriale e legale’, parole sue, a difendere il mio punto di ‘vista’. Ovunque lei si trovi -pretendeva il lei e mi dava del lei, in pieno periodo del tu a prescindere - caro avvocato Margherita (ci teneva a essere chiamato avvocato) ‘grazie per la stima’, che mi è servita in oltre mezzo secolo di onorata attività, in cui i bocconi amari non sono mancati e sono stati superati senza l’ausilio di corpi estranei.

Risalendo Antonio Di Leo tiene in mano non un libro ma uno scrigno da custodire gelosamente, a cura di Rino Bizzarro «Su il Sipario - Viaggio nella drammaturgia pugliese del secondo Novecento», la  cui magnifica copertina  è opera del mio amico Carlo Fusca, che ho reso immortale facendogli istoriare la ristampa anastatica della ‘Terra di Bari’, e nel tempo la Regione Puglia dovrà dire grazie a Levante per questi due autentici gioielli di carta. Vi è una prefazione di Egidio Pani, in cui l’ex vice-sindaco rivendica i meriti, indiscussi, del CUT Bari. Al libro hanno collaborato Nicola Manzari ( il più noto drammaturgo del ‘900 barese); Vincenzo Di Mattia, curatore per anni del servizio Prosa della Rai TV (sue le famose commedie del venerdì); Vito Maurogiovanni, un amico che senza Levante e Mario Cavalli difficilmente avrebbe visti  riconosciuti i meriti e  i tributi che oggi, giustamente, tutti gli attestano; Nicola Saponaro, un autore di livello nazionale che ha deciso di rimanere in Puglia; Rino Bizzarro, amico cui ho voluto regalare una gioia e  la moglie, la  dolce Anna, sa quello che dico; Maurizio Micheli, un livornese adottato  barese  ed autentico animale televisivo, anche se lui preferisce che si dica  teatrale; Maria Marcone, che mi gratificò di un ‘molto spesso gli anziani genitori hanno più coraggio dei figli’ e che mi  ha visto fedele esecutore di Antonio Ricci, il marito; Antonio Rossano, la cui telefonata mattutina delle 6,15, arrivata fino al termine dei suoi giorni, era un concentrato di fuochi d’artificio artigianali per spiriti ‘eletti’ e Daniele Giancane, cui ho mantenuto la parola data, come hanno fatto, fanno e faranno sempre tutti i Cavalli, anche quando era evidente che non vi era il giusto ricambio. 

Di Leo  forse è la mente più ‘acuta’ del gruppo, in fatto di razionalità, diciamo che prevede con 24 ore di anticipo l’evolversi della situazione, ma non fa niente per trasmettere agli altri il suo punto di vista e aspetta, con apparente (spero) noncuranza che il buon senso restituisca agli altri, la tranquillità…da lui mai smarrita.

Senza libro fra le mani nella foto, oltre chi scrive, vi è padre Ciro Capotosto e Michele Petruzzelli.  Padre Ciro può essere riassunto nella frase ‘Possiede una presenza così buona, che non può più essere annoverata fra le cose meritorie’, in sostanza qualsiasi libro gli fosse stato affidato avrebbe rappresentato solo se stesso.

Per Petruzzelli è il contrario.  E’ un uomo di legge che anche quando riesce, in maniera fortuita, ad essere dalla parte della ragione, si muove così tanto da passare, suo malgrado, dalla parte del torto.  Dare un libro nelle mani di Michele avrebbe comportato una quantità industriale di parole per spiegare il come e il perché, che avrebbero fatto perdere il controllo della situazione perfino ad una fotografa navigata come Regina Girone. Agli amici fraterni Ciro e Michele regalo una  verità che loro ben conoscono: difficile  fare felici due individui, simili e diversi allo stesso tempo, con un solo…libro, anche se diviso in parti uguali.

Il volume «AMICI TUOI» dedicato a Raffaele Nigro non poteva non finire nelle mani di Luigi Papa. Tolto l’aspetto burbero che gli conferiscono dei baffi curati in maniera maniacale, ma pur sempre amatoriale, l’uomo ti parla in maniera ironica, pure quando sembra serio. Certo ha il difetto della categoria da cui proviene, per cui in un discorso iniziato alle dieci, alle undici sta ancora alla premessa e solo verso le dodici  riesci a capire quale sia il problema.  Per restare in argomento come i libri di alcuni professori universitari che erano di 200 pagine perché serviva l’abbondanza, ma ne bastavano cinquanta per esporre l’eventuale problema, concesso che esistesse. Il volume dedicato ai sessant’anni di Nigro penso ben rappresenti lo spirito dei nove componenti del ‘Gruppo amici di San Nicola’: amicizia sacra, senza che vi siano martiri sparsi intorno la Basilica del Santo e senza che vi sia stata ‘ricerca’, ma solo esultanza di ritrovarsi senza essersi…cercati.

Oggi non è una delle giornate migliori perché ho toccato con mano il menefreghismo imperante nel nostro paese nei riguardi dei cittadini esemplari, ma non esce sconfitto il mio senso civico ma il rispetto che  dovrebbe avere, per la gente perbene, chi è pagato per tutelare…certo i presunti ‘misfatti’ di una certa Magistratura non invitano all’ottimismo, ma sono convinto che i  BUONI siano  moltissimi in tutti i campi, purtroppo al potere ci vanno, o sono mandati, i pochissimi non buoni. 

E’ giunto il momento del omnia cum tempore per cui carissimo Luigi eccoti riportate le undici arti e, prevenendo le tue antipatiche pedanterie mi sono permesso precisazioni che, per la mia velocità di pensiero ed esecuzione, ritengo superflue, ma l’amicizia esige questi piccoli fioretti : PITTURA (disegno, incisione, grafica digitale), SCULTURA (oreficeria, arte tessile, arazzo, origami), ARCHITETTURA, LETTERATURA, MUSICA, DANZA, TEATRO, CINEMA (videoarte, multivisioni), FOTOGRAFIA, FUMETTO e PUBBLICITA’.

Per concludere CARO SAN NICOLA noi siamo amici perché giornalmente cerchiamo di conciliare ragione e fede e sappiamo bene che tu - anche in questo evento in cui siamo stati assenti giustificati - non hai mancato di vegliare e proteggere l’intera comunità. GRAZIE.

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