Dentisti e Covid-19, Chiara Buffelli spiega le nuove norme


FRANCESCO GRECO - Coronavirus e dentisti, cosa è cambiato nel lavoro quotidiano e nel rapporto con i pazienti? I due mesi di lockdown hanno provocato un black-out difficile da ricucire, o la ferita lentamente si sta rimarginando? Ne parliamo con la dottoressa Maria Chiara Buffelli, giovane odontoiatra laureata a Genova con studio ad Alessano (Lecce) in via Rimembranze.

Che danno ha subito l’attività odontoiatrica?
''Inaspettatamente e improvvisamente ci siamo ritrovati a combattere contro un nemico invisibile e distruttivo. Dal 9 marzo, così come disposto dalle Autorità Competenti, abbiamo dovuto limitare la nostra attività ai soli casi urgenti e non differibili senza – tuttavia – far mai venire meno la nostra presenza al fianco dei pazienti.
Il danno subito è, dal punto di vista economico, molto ingente; in questo senso mi preme evidenziare come l’attività odontoiatrica sia risultata - nell’ambito delle professioni sanitarie - tra quelle maggiormente colpite a causa della pandemia, in quanto per lo più svolta da libero professionisti''.


Com’è ora la ripresa, che tipo di precauzioni state mettendo in atto per la sicurezza vostra e dei pazienti? 
''Premettendo che gli studi odontoiatrici sono sempre stati luoghi di cura estremamente sicuri per i pazienti, grazie alle misure poste in essere per abbattere il rischio infettivo, la ripresa è stata per certi versi graduale ma, allo stesso tempo, piuttosto intensa dal momento che - dopo oltre due mesi di sospensione delle procedure routinarie - la maggior parte di esse è divenuta urgente.La ripresa è stata, inoltre, impegnativa dal punto di vista fisico per noi operatori; infatti, in ottemperanza alle indicazioni ministeriali, emanate di concerto con le Commissioni Albo Odontoiatri dell’Ordine e con le Associazioni di Categoria, è previsto che l’odontoiatra indossi doppio camice, doppia mascherina, doppi guanti, copri capo, visiera e copri-scarpe, rendendo così l’intera giornata lavorativa decisamente faticosa. Ma lo si fa con piacere ed entusiasmo, per garantire piena sicurezza ai pazienti che, per accedere allo studio, sono preliminarmente sottoposti a triage telefonico; una volta in studio, viene loro misurata la temperatura e si procede con la igienizzazione mani, la consegna di copri-scarpe e l’utilizzo di teli monouso, non prima di aver sanificato lo studio e arieggiato i locali tra un paziente e l’altro''.

I pazienti stanno tornando o, a causa dei risparmi che sono stati necessari per sopravvivere durante il lockdown, rimandano le cure odontoiatriche? Vuole mandar loro un messaggio?
''La crisi economica che ha investito il nostro paese ha generato difficoltà in tutte le fasce della popolazione ma, al tempo stesso, la pandemia ha ricordato a tutti l’importanza del bene salute. Proprio per questo la risposta dei pazienti, nei primi giorni dalla ripresa di tutta l’attività odontoiatrica, è stata positiva. C’è grande attenzione anche alla prevenzione, per fare in modo di non trovarsi davanti a situazioni poi complicate da gestire, oltre che economicamente meno sostenibili. Ai pazienti dico solo: “fidatevi del vostro dentista”, noi professionisti stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie; di certo il virus è ancora tra noi, non bisogna abbassare la guardia: noi facciamo il nostro dovere rispettando tutte le regole del caso per voi e per noi stessi, ci aspettiamo che voi facciate la vostra parte''.
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