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Serie A: il Milan può dire la sua fino alla fine?

(credits: Ac Milan Fb)
MILANO - Nell'anno dove almeno all’inizio le principali protagoniste, Inter e Juventus, stanno avendo non poche difficoltà, la vera sorpresa del campionato si chiama Milan. La squadra rossonera ha letteralmente cambiato pelle da quando è arrivato sulla panchina mister Stefano Pioli ed ora, da prima in classifica, come dimostrano i pronostici di https://librabet.com/it/, può davvero puntare allo scudetto.

La nuova macchina assemblata dal tecnico rossonero procede tanto spedita da togliersi lo sfizio di puntare a primati stabiliti in passato dai tecnici e dai giocatori più vincenti della storia rossonera. Nell’infelice sfida contro il Lilla si è fermata la striscia positiva tra tutte le competizioni, giusto il tempo di eguagliare le 24 partite senza sconfitte del Milan di Czeizler nella stagione '50-'51, quarto “filotto” più lungo di sempre dopo quello di Rocco (26 risultati utili tra il ’70 e il ’71) e i due firmati da Capello (a quota 27 e 36). Ma Pioli può ancora incrementare i numeri in campionato e, a stretto giro di posta, rompere un primato che in casa rossonera resiste dal 1973.

Stiamo parlando del record firmato dal Milan di Rivera (capitano), Cesare Maldini (allenatore) e Nereo Rocco (direttore tecnico): quel Milan fu capace di andare a segno per 29 partite consecutive tra il 1972 e il 1973, mentre la banda di Pioli è finora arrivata a 27 gare (con 63 reti in totale). In questo caso, il primato è davvero a portata di mano. Più distante, invece, quello relativo alla striscia positiva in campionato: ancora lontanissimo il podio occupato dal Milan di Capello (58 partite senza k.o.), dalla Juve di Conte (49) e dalla Fiorentina di Bernardini (40), ma i rossoneri stanno scalando la classifica fino ad arrivare a un passo dalla “Top 10”.

Il talismano Ibra

Protagonista assoluto della squadra rossonera, e non poteva essere altrimenti, è Zlatan Ibrahimovic. Contro l’Hellas Verona lo svedese ha sbagliato un calcio di rigore ma ha anche realizzato il suo ottavo gol in questo campionato: solo un giocatore nella storia del Milan ha segnato di più dopo le prime sette gare stagionali dei rossoneri in Serie A: Gunnar Nordahl, 9 reti nel 1950/51 e nel 1955/56. Per descrivere l'importanza dell'accentratore Ibrahimovic da quando è tornato in Italia basta leggere i numeri. Il Milan infatti si presenta alla seconda sosta stagionale imbattuto, primo in classifica da solo, con Ibra capocannoniere e l'ennesimo record infranto, quello delle marcature in sette partite di fila.

Non sembra nemmeno lontana parente della squadra che un anno fa arrancava in un costosissimo anonimato e si apprestava a toccare il fondo della sua recente storia con la cinquina di Bergamo. È però quasi inutile e stucchevole ricordare ancora una volta la straordinaria importanza di Ibra in questa metaomorfosi della squadra, dell'ambiente e della società rossonera.

La gestione della rosa

Mister Pioli è stato bravissimo non solo nei risultati, ma anche per quanto riguarda alcuni calciatori completamente rivalutati e ristabiliti. Uno dei più importanti è Franck Kessie, più volte al centro di rumors di calciomercato e poi rivalutato. Un giocatore completamente nuovo da un po’ di mesi a questa parte. All’inizio scarsa intesa con il tecnico emiliano, poi il feeling è cresciuto e anche il rendimento in campo. L’ivoriano è un punto fermo della squadra, della quale è anche tra i leader.

Un altro calciatore che è riuscito a sorprendere è Alexis Saelemaekers, arrivato tra lo scetticismo generale al Milan e rivelatosi un buon acquisto. Era poco conosciuto in Italia, però con il tempo ha saputo farsi apprezzare e in questa stagione è diventato il titolare della fascia destra offensiva nel 4-2-3-1. Ha conquistato anche la convocazione del Belgio, segnale della sua crescita e del buon rendimento avuto in questi mesi. Con Pioli si è rilanciato anche Davide Calabria.

Per buona parte della passata stagione il terzino bresciano aveva deluso. Dopo il lockdown è migliorato e in questa annata si è ripreso la titolarità. I problemi fisici di Andrea Conti e il tardivo arrivo di Diogo Dalot lo hanno “agevolato”, però il numero 2 rossonero ha messo in campo buone prestazione ed è arrivato anche a meritarsi la chiamata di Roberto Mancini nella Nazionale maggiore dell’Italia.

Certamente rivalutato anche è Simon Kjaer, approdato al Milan dopo un’esperienza negativa all’Atalanta. Giunse anche lui tra lo scetticismo generale, salvo poi convincere a suon di prestazioni di ottimo livello. Si è guadagnato il riscatto al termine della passata stagione. Un’operazione da soli 3,5 milioni di euro che ha consentito alla squadra rossonera di avere un vero leader in difesa.