Palpeggia minorenne e compra il silenzio della madre


LECCE - Il reato risale all’estate 2020 e si è consumato nelle acque di Porto Cesareo, in Salento, quando la vittima degli abusi aveva solo nove anni. Un quarantenne di Copertino, in provincia di Lecce, avrebbe invitato la bambina, ormai undicenne, a fare il bagno e ne avrebbe violato l’intimità. L’avrebbe palpeggiata contro la sua volontà, chiedendole di ricambiare quelle attenzioni nonostante lei cercasse di sottrarsi alla sua morsa. L’accusato, inoltre, avrebbe consegnato seicento euro alla madre della vittima, residente in un comune nel nord del Salento, affinché dimenticasse ciò che la figlia aveva subito e non ne facesse parola con nessuno.

La minorenne, però, ha rotto il silenzio con l’inizio della scuola e ha confessato l’accaduto a un’insegnante. Quest’ultima, preoccupata, ha comunicato la vicenda alle forze dell’ordine che sono immediatamente intervenute. Il caso è stato assegnato al sostituto procuratore Rosaria Petrolo, che ha aperto un fascicolo e ha voluto ascoltare la versione della vittima. Quindi, l’uomo è stato accusato di violenza sessuale aggravata e la madre della bambina di favoreggiamento personale. 

La donna, chiamata a raccontare la propria versione davanti alle autorità, avrebbe dapprima riversato la responsabilità del reato su un presunto zio della figlia e, in un secondo momento, si sarebbe rifiutata di identificare il vero colpevole. In seguito, si è giustificata affermando di aver depistato le indagini temendo una reazione violenta da parte del marito, se fosse venuto a conoscenza dell’abuso sulla bambina.

L’undicenne è stata sottoposta a una perizia psicodiagnostica che valuti la sua capacità di testimoniare e, nel corso dell’udienza per l’incidente probatorio, ha confermato l’episodio avvenuto nel 2020 davanti al gip Marcello Rizzo. L’accusato è difeso in tribunale dall’avvocato Raffaele Leone, mentre la madre della vittima dall’avvocato Luigi Rella. (Antonio Bottalico)