Nautica in Puglia, dati e prospettive. Emiliano: “Abbiamo riposizionato i porti pugliesi tra i migliori porti italiani”


BARI - “Oggi presentiamo i risultati lusinghieri di molti anni di un costruttivo lavoro di squadra tra organismi governativi e regionali, che ci ha permesso di rendere competitivo il sistema portuale pugliese innanzitutto in Italia. Abbiamo fatto sistema e siamo così riusciti ad affrontare numerose difficoltà, a superare i livelli economici pre-Covid e a raggiungere i migliori porti italiani.”

Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo questa mattina a Bari, insieme al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio - Porto di Taranto, Sergio Prete, alla conferenza stampa sul tema “Nautica in Puglia: dati e prospettive”.

“Abbiamo puntato sull’innovazione tecnologica ed ecologica per porti green, su un sistema di trasporti integrato per tenere lontani dalle strade migliaia di camion e farli girare sulle autostrade del mare, abbiamo promosso la nautica da diporto e il turismo crocieristico. Il sistema portuale pugliese ha tutte le carte in regola per competere con porti del calibro di Trieste, Genova e Gioia Tauro – ha proseguito Emiliano –. Nel passato quello di Taranto era visto solo come il porto dedicato allo scarico dei minerali dell’Ilva, ora la trasformazione tecnologica della fabbrica, che ci auguriamo avvenga al più presto, consentirebbe di fare di Taranto un porto competitivo con i migliori, poiché è infrastrutturato in modo perfetto; il collegamento autostradale, ferroviario e con l’aeroporto di Grottaglie sono mezzi formidabili per trasformare l’intera area industriale tarantina insieme al porto.”

“La straordinaria imparzialità e l’oggettività dei numeri ci dicono chiaramente che la rotta solcata è quella giusta – ha commentato il presidente di AdSPMAM, Ugo Patroni Griffi -. Numeri che in una proiezione a medio-lungo termine tenderanno certamente ad aumentare esponenzialmente a valle degli interventi di infrastrutturazione che abbiamo previsto nei sei porti del nostro Sistema. Proprio per rendere i progetti realtà e per aumentare la competitività degli scali portuali ci metteremo subito al lavoro con il nuovo Governo e Assoporti. Tra i principali obiettivi, l’adozione di azioni tese a semplificare e liberare dalle strette maglie burocratiche le opere che attualmente subiscono rallentamenti devastanti. L’intento è quello di tradurre in regola il modello Genova – ha concluso Patroni Griffi – una procedura straordinaria che ha consentito di ricostruire in dieci mesi il ponte crollato, un’opera da 200 milioni di euro che con i normali iter, tra bandi, ricorsi e tutta la burocrazia prevista dal Codice degli Appalti si sarebbe potuta realizzare in 10 o 15 anni.”

“La storia recente del Porto di Taranto – ha dichiarato il presidente dell’AdSP del Mar Ionio, Sergio Prete – testimonia il ruolo dello scalo jonico per l’ecosistema portuale e la comunità territoriale in cui l’AdSP del Mar Ionio attua la propria azione di governance con l’obiettivo di concretizzare, tra l’altro, un ampio processo di diversificazione e cambiamento culturale. Operando nell’ambito di uno scenario globale evolutivo e fortemente altalenante, e in attesa di un definitivo chiarimento in merito al comparto industriale, il Porto di Taranto – oggi caratterizzato dalla polifunzionalità e dalla suddivisione degli ormeggi in relazione ai diversi settori produttivi (commerciale, industriale, petrolifero, turistico) - ha tracciato percorsi di crescita, andando a completare e integrare l’offerta portuale in ottica sostenibile ed innovativa. Da un lato, lo scalo ha visto il potenziamento degli asset e della dotazione infrastrutturale e logistica per candidarsi quale hub logistico-intermodale di rilievo nel panorama internazionale; dall’altro, l’AdSP ha promosso una significativa azione volta alla diversificazione e al completamento delle attività portuali all'interno di un sistema globale di crescita comune e business-oriented. Ciò con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle realtà produttive esistenti – non tutte ancora pienamente operative - e intercettando, altresì, l’interesse di quelle emergenti – anche grazie alla istituzione della Zona Economica Speciale e della Zona Franca Doganale -, attuando al contempo una politica di innovazione e sostenibilità economica-ambientale volta alla valorizzazione dell’identità territoriale della città di Taranto nella sua veste di città-porto del Mediterraneo. Con tali azioni il Porto di Taranto accresce e integra le attività e i servizi dell’intero sistema portuale pugliese."

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