Sinestesìa è il secondo singolo estratto da “La mia verticalità”, l’album del cantautore toscano Gianni Salamone, brano che fa parte del “Concept” di dodici tracce, in uscita ad aprile. Il disco, un'ora e un minuto di contaminazioni musicali e testi che rimandano ad atmosfere senza tempo al di là di mode e generi, comprende 12 canzoni dove spesso le parole si fanno da parte per dare ampio spazio alla musica.

Ciao Gianni, dopo “La mia verticalità”, non possiamo non parlare del singolo Sinestesìa.

Sinestesìa è il secondo singolo ma è quello che apre l’album e che tra l’altro sarà il primo in scaletta nei concerti. Sono stato folgorato da questa parola senza conoscerne il significato e quando poi informandomi l’ho capito non ho potuto fare a meno di scriverci una canzone. La sinestesìa è un fenomeno percettivo - sensoriale che banalmente lo si può riassumere in questa frase, la “contaminazione dei sensi”. In breve , ad esempio, un colore che ti fa letteralmente “sentire” un sapore in bocca o un suono che ti ricorda un odore e via dicendo. Io ho estremizzato un pochino il concetto e ne è venuta fuori una canzone particolare, senza ritornelli e con un crescendo dove la musica alla fine si prende il suo spazio.

Artista a 360°, ti senti più attore o cantautore?

Già da piccolissimo improvvisavo spettacoli in casa per i parenti, dove mi inventavo i personaggi più improbabili.  Poi la mia insegnante di matematica delle medie, consapevole che con la sua materia avrei fatto pochissima strada, mi suggerì una scuola di teatro e così mi sono iscritto nella compagnia di un piccolo ma importante teatro fiorentino, il Teatro Oriuolo di Firenze, che ora purtroppo non c’è più. Il corso di recitazione tra le altre cose, prevedeva anche canto e solfeggio e la cosa buffa, ripensandoci oggi, è che io quelle lezioni le disertavo sistematicamente perché mi vergognavo da morire a cantare e il solfeggio lo ritenevo noiosissimo ed inutile! Mi ricordo chiaramente che sentenziai:-“Io non canterò mai!” Quanto mi sbagliavo! Sì perché se è vero che la recitazione è sempre stata il mio pallino fin da piccolo, è poi successo che di lì a poco sono stato folgorato dalla musica.

Quindi per rispondere alla tua domanda, sicuramente adesso mi sento più cantautore, ma quando si è presentata l’occasione di poter essere il protagonista di un film, Oltre La Linea Gialla (su Prime Video) del quale ho scritto buona parte della colonna sonora e dove per l’appunto dovevo interpretare un cantautore, la vecchia passione mai sopita è riemersa ed è stato bellissimo poter unire le mie due passioni. Passioni che poi riemergono spesso sul palco o quando, come per il videoclip di Sinestesìa, devo interpretare un ruolo.

Stai preparando un concerto che si terrà il 22 Aprile. Come ci si avvicina ad un evento del genere?

Con tanta preparazione ma anche con tanta ansia. Il concerto del 22 aprile al Teatro Florida di Firenze sarà un grande tributo alla musica con tanti musicisti di altissimo livello. Due tra tutti, Nico Gori, clarinettista e sassofonista, musicista di primissimo piano nel panorama nazionale ed internazionale che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Gino Paoli e Stefano Bollani.  Simone Papi, tastierista-pianista di altissima levatura, arrangiatore e produttore , che ha lavorato tra i tanti anche con Raf, Tozzi, Masini, Dirotta Su Cuba. L’evento sarà interamente registrato con la regia video di Riccardo Iacopino , regista con all’attivo film e documentari presenti anche su rai Play e già regista del mio primo videoclip dell’album 'La Mia Verticalità'.


Sul palco, compreso me, saremo in diciotto, con un quartetto d’archi d’eccezione al quale per l’occasione ho dato il nome di Verticaliti Meum Ensemble. Al pianoforte ci sarà Michelangelo Salamone, uno dei più promettenti giovani concertisti italiani e che ha suonato anche nell’album e alle chitarre Giacomo Guatteri, co-produttore artistico e arrangiatore insieme a me e Marzio Benelli, di tutto l’album. Molto probabilmente la registrazione audio della serata sarà presente nel vinile che uscirà in seguito. Capisci adesso il perché di tanta ansia? Però, che felicità!

Qual è il progetto per questo “concept” album che uscirà proprio in data del live fiorentino?

Volevo raccontare senza “salire in cattedra”. La gioia di condividere senza voler insegnare niente. Abbracciare senza la necessità di essere abbracciato. Ho scritto circa venticinque brani ed erano sicuramente troppi per un solo vinile. Dodici di questi sono diventati La Mia Verticalità, la sintesi di un percorso lungo una vita e la necessità spesso anche fisica di dover buttare fuori per poi nuovamente interiorizzare, amplificate dalla potenza della musica, parole e concetti, ma soprattutto un’idea precisa di come intendo io la vita. Tutto questo dovrà diventare un tour, spero lunghissimo, che solo all’idea mi emoziona tantissimo.

La Mia Verticalità è un mix di generi musicali, di emozioni, di energie pesanti ed energie sottili, un album per certi versi, pieno di sorprese, sia strumentali che armoniche e proprio per questo lo definirei un album Art-Rock.