Viva, forte, libera: “La Malnata”


ALESSANDRA POLITI - "Forse significava questo, essere grande e donna: non era il sangue che veniva una volta al mese, non erano i complimenti degli uomini o i bei vestiti. Era incontrare gli occhi di un uomo che ti diceva: «Sei mia» e rispondergli: «Io non sono di nessuno»".

Mi è sembrato di rileggere Oliva Denaro o La Dragunera, o I giorni di Vetro, Un'amicizia, insomma storie di donne, di legami, di pregiudizi, di violenza, di discriminazione, di coraggio, poi il finale: bam! Quello che non ti aspetti. Quelle ultime righe dove ti viene da dire: sì, va bene e poi? Voglio sapere ancora...che succede poi?

Cos'altro fanno Francesca e Maddalena? Cosa sfasciano? Quali regole, quali convenzioni, quali preconcetti?

Un bell'esordio per la Salvioni, che ha avuto il privilegio d'essere pubblicata da una grossa casa editrice e tradotta in 30 paesi contemporaneamente.

Il testo è ben scritto, fluido e scorrevole; la storia è coinvolgente, seppur dal gusto déjavù, niente di rivelatore, argomento trito e ritrito.

Siamo negli anni '30, il fascismo impera, il Duce sta bello e fiero su tutti i manifesti di paesi e città, ammirato e nascosto perfino nei diari segreti delle quindicenni; e poi la balilla nera e "Parlami d'amore Mariù, tutta la mia vita sei tu"; la guerra in Etiopia, i ragazzi che partono al fronte e non faranno ritorno a casa... ma alla fine di tutto questo, cosa mi è rimasto della Malnata?

Beh, sicuramente i suoi capelli nerissimi tagliati storti, gli occhi scuri e lucidi da gatto, la cicatrice sotto il naso e la macchia rossastra che dalla tempia le scendeva fino alla guancia, e poi la sua bicicletta arrugginita, il suo mondo, fatto di gatti che graffiano e fango; infine la sua audacia "Non c'ho paura di niente, io!".

Un mondo che Francesca guarda con incanto ma anche con timore, tenendosene prima a distanza, poi sull'orlo, fino a scivolarci dentro e sentirsi finalmente viva, forte. Splendente. E libera.

LA MALNATA
Beatrice Salvioni
Pagine 248, euro 17,50
Einaudi Stile Libero, 2023