"Proteggere i diritti, non le divisioni: una proposta per Bari"
BARI - La decisione del Consiglio comunale di Bari e la conseguente presa di posizione della Nuova Fiera del Levante, relativamente all’esclusione dello Stato di Israele dalla 88^ edizione della Campionaria, hanno aperto un dibattito pubblico intenso e comprensibile su temi di grande peso morale e politico. Prendiamo atto con rispetto della decisione del Consiglio comunale di Bari e della successiva posizione assunta dalla Nuova Fiera del Levante. È un tema che tocca profondamente la sensibilità collettiva e richiede responsabilità, chiarezza e rispetto.
Tuttavia riteniamo doveroso offrire una ricostruzione lucida e una proposta concreta che evitino strumentalizzazioni e mantengano al centro l’unico valore non negoziabile: la pace, il rispetto e la tutela dei civili.
Da un lato condanniamo con fermezza qualunque violazione dei diritti umani e qualsiasi escalation che provochi sofferenze incolpevoli alla popolazione civile. Tale condanna riguarda le scelte e le responsabilità dei governi — oggi, per quel che riguarda il governo di Israele e le scelte militari che hanno prodotto tragedie in Gaza — e non può essere confusa con una condanna delle comunità civili, degli imprenditori o delle comunità religiose che vivono e lavorano in Puglia.
Dall’altro lato non possiamo permettere che la giusta denuncia di drammi umanitari sottragga al territorio i contributi concreti che la cooperazione internazionale porta, in particolare nei settori strategici come il water-tech, l’agricoltura e l’innovazione, nei quali esistono rapporti proficui tra Puglia e Israele che vanno tutelati e valorizzati. Lo hanno ricordato anche rappresentanze diplomatiche e associative che mettono in guardia dal rischio di danni alle comunità locali. Compito delle istituzioni è tutelare tali relazioni utili allo sviluppo locale, separando il piano delle scelte politiche internazionali dal piano della collaborazione economica e scientifica.
Il nostro approccio politico ci pone a respingere con fermezza ogni forma di strumentalizzazione politica che usa guerre e lutti per guadagni di consenso o per spettacolo mediatico. Allo stesso tempo non bisogna nemmeno cadere nella semplificazione di accuse di antisemitismo quando la critica è rivolta a politiche di governo: non è accettabile confondere posizioni politiche con odio verso persone o comunità.
Per trasformare il dibattito in un atto di responsabilità civica e non di esclusione, proponiamo — a nome di Italia Viva provinciale Bari — un pacchetto di misure concrete e immediate:
• Coupon d’ingresso gratuiti: destinare un numero congruo di ingressi gratuiti alla Campionaria a favore di cittadini palestinesi ed israeliani residenti nella provincia o nella regione.
• Tavola rotonda pubblica sulla Pace: istituire durante i giorni della Fiera un tavolo tematico con interlocutori istituzionali, comunità e società civile, con l’obiettivo di lanciare un messaggio unitario di pace.
• Protocollo di collaborazione economica e scientifica: preservare e promuovere progetti di cooperazione tecnico-scientifica che favoriscano sviluppo locale e scambio di conoscenze.
Una posizione di questo tipo consentirebbe a Bari, attraverso il più grande evento fieristico del Mediterraneo, di candidarsi a Capitale del Mediterraneo, terra di pace, dialogo e cooperazione economica.
Lanciamo, infine, un appello a tutte le forze politiche locali: si eviti la degradazione del confronto pubblico e si lavori insieme — con serietà e senza gratuiti attacchi — per attuare misure che uniscano e non dividano. La protezione dei diritti umani va perseguita con coerenza, ma il bene comune richiede equilibrio: salvaguardare chi soffre senza strumentalizzare chi vive nella nostra comunità.
Concludiamo ricordando che la politica responsabile non sceglie scorciatoie retoriche: costruisce percorsi concreti di pace, tutela i più deboli e preserva le condizioni per lo sviluppo e la convivenza. Per questi motivi proporremo formalmente le misure sopra indicate alle autorità competenti e ci rendiamo disponibili a dialogare con associazioni, rappresentanze diplomatiche per concepire insieme iniziative che mettano al centro la protezione dei più deboli e lo sviluppo condiviso del territorio.
