Tommy Parisi assolto in Appello dall’accusa di associazione mafiosa
BARI – Tommy Parisi, cantante neomelodico e figlio del noto boss di Japigia Savino Parisi, è stato assolto oggi in Corte d’Appello di Bari dall’accusa di associazione mafiosa, dopo la condanna a 8 anni inflitta in primo grado.
Secondo i giudici della seconda sezione penale, Parisi non ha partecipato alle attività dell’associazione mafiosa che, tra il 2010 e il 2015, avrebbe imposto estorsioni nei cantieri, richieste di posti di lavoro, controllo sulle merci e sulla guardiania a diversi imprenditori baresi. La Corte d’Appello ha così accolto la richiesta dei legali, ribaltando la sentenza di primo grado.
Assolto anche l’imprenditore Giovanni Liuzzi, accusato di estorsione e già assolto in primo grado dall’accusa di associazione mafiosa.
Restano invece confermate le condanne per altri imputati: 20 anni per l’imprenditore Emanuele Sicolo e 10 anni per Mario Di Sisto, ritenuto uomo di fiducia dei Parisi. La pena di Alessandro Sicolo, fratello di Emanuele, è stata ridotta da 10 anni a 8 anni e 6 mesi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Nonostante l’assoluzione per il periodo 2010-2015, Tommy Parisi rimarrà in carcere: a settembre era stato condannato a 9 anni nell’ambito dell’inchiesta Codice Interno, che contestava la sua appartenenza a un’associazione mafiosa dal 2018 in poi e l’intestazione fittizia di società.
