Call center di Taranto, sciopero il 9 gennaio: 400 lavoratori a rischio tra licenziamenti e delocalizzazioni


TARANTO – Cresce la preoccupazione tra i lavoratori dei call center di Taranto, che temono per il proprio futuro a causa di possibili tagli e delocalizzazioni legate alla commessa Enel. Per questa ragione, i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl Telecomunicazioni hanno proclamato uno sciopero per il 9 gennaio, coinvolgendo le aziende Covisian, Network Contact e Sistema House.

Secondo le stime, sono circa 400 i lavoratori che potrebbero essere colpiti da trasferimenti forzati o licenziamenti. Lo scenario già critico a livello nazionale potrebbe estendersi presto anche al polo tarantino, mettendo a rischio decine di famiglie e la stabilità economica del territorio.

I sindacati sottolineano l’urgenza di un intervento delle istituzioni locali per garantire tutele e cercare soluzioni concrete. In questo senso, domani alle ore 10.30 è prevista un’assemblea pubblica presso la sede della Cgil di Taranto, durante la quale saranno illustrate le criticità della situazione e le possibili strategie per difendere i posti di lavoro.

Le organizzazioni sindacali ribadiscono che il futuro dei lavoratori dei call center non può essere lasciato all’incertezza del mercato e chiedono un confronto immediato con le aziende e le autorità competenti, affinché vengano garantiti percorsi di salvaguardia occupazionale e strumenti di sostegno per chi rischia di perdere il lavoro.