Delfini danzano sul pubblico, a Roma il 'Supermagic Elementi'


FRANCESCO GRECO - ROMA
– “Niente è fatto per essere spiegato…”.

Delfini danzano leggeri sulle nostre teste (Xavier Mortimer), pappagalli colorati e candide colombe svolazzano sul pubblico (Jay Niemi)

Siamo a Roma, Auditorium della Conciliazione, al “Supermagic Elementi” edizione numero 22 (sino all’8 febbraio, poi a Torino, al Teatro Alfieri, 13-15 febbraio). L’invenzione di successo di Remo Pannai (avvocato penalista romano con la passione per la magia), che introduce fra gli applausi, estesi a Silvan e a Marina Binarelli (vedova di Toni) e riceve una medaglia dalla Camera dei Deputati come riconoscimento per il suo lavoro che da anni propone i maghi e gli illusionisti più famosi provenienti da tutto il mondo (quest’anno da 7 nazioni).

“Elementi” sta per quelli che conosciamo e che formano le nostre vite: Aria, Acqua, Terra, Fuoco. Ibridati, intrecciati, contaminati, danno vita al quinto: l’agorà metafisica della magia dove tutto è possibile, soprattutto l’impossibile e che lascia stupiti, senza parole.

Pubblico di bambini e adulti che tali vogliono restare ancora un po’, almeno per una sera.

Dalla Francia (ma vive a Las Vegas, anche se gira il mondo ed è pluripremiato), magie a ritmo di jazz di Mortimer e le sue ombre che compongono l’orchestra: “L’acqua non ha forma, ma prende tutte le forme”.

Dal Canada Dercy Oake riscrive la magia aggiornando i suoi canoni al III Millennio dell’elettronica e gli algoritmi, mentre arrivano dalla Finlandia Jay e Jade Niemi, con il loro fascino nordico e un rapporto intenso, ontologico con i suddetti animali con le piume che lasciano il pubblico a bocca aperta.

La sorpresa è l’emergente tedesco Maurice Grange, vent’anni (ma pare un ragazzino) a cui la ragazza in giardino chiede: “Ami me o la magia?”. Conquista per ingenuità e freschezza, oltre che per le continue meraviglie.

Esibizione “contaminata”, proiettata nel futuro del tedesco Topas, sempre impegnato a integrare il repertorio classico con nuove invenzioni, mentre il pubblico si rilassa con la comicità del francese Jimmy Delp.

Anche gli italiani della generazione Z (da Paolo Carta & Sara a Matteo Fraziano con le sue ombre cinesi (spiegate anche in un bel libro), lasciano intuire che la nostra scuola ha un futuro ricco di invenzioni e di protagonisti che lasciano per sperare. Cos’è in fondo la magia se non “uno scorrere di energia che incontra e scopre ciò che ami e conosci”?