Accusato di doping a 17 anni, assolto bodybuilder: prove insufficienti

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BARI - Si è concluso con un’assoluzione il processo nei confronti di un giovane bodybuilder finito sotto inchiesta quando aveva 17 anni con l’accusa di aver assunto sostanze dopanti per alterare le prestazioni sportive. I fatti risalgono al 2018.

All’epoca il ragazzo era stato portato in ospedale per alcuni accertamenti. In quella circostanza la madre aveva riferito ai medici che il figlio avrebbe assunto anabolizzanti, circostanza che aveva fatto scattare l’indagine.

Durante il processo, però, la donna ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, senza quindi confermare le precedenti dichiarazioni. Anche le dichiarazioni rese dal ragazzo all’epoca dei fatti, di carattere confessorio, sono state dichiarate inutilizzabili perché raccolte in assenza dell’avvocato difensore.

Le analisi mediche sul giovane non furono completate e la consulenza tecnica disposta dalla Procura si espresse soltanto in termini probabilistici – e non di certezza – sull’eventuale assunzione di anabolizzanti.

Alla luce delle prove ritenute insufficienti, il giudice ha quindi assolto l’imputato. Il giovane è stato assistito dall’avvocato Libio Spadaro.