“Celle di San Vito resta senza medico: ci sentiamo presi in giro dall’Asl Foggia”


CELLE DI SAN VITO – Continua la polemica sulla mancanza del medico di base nel comune più piccolo della Puglia, dove da circa cinque mesi i cittadini sono privi di assistenza sanitaria primaria in loco. A riaccendere lo scontro è una dura presa di posizione dell’amministrazione comunale dopo la nota diffusa dall’Asl Foggia.

L’azienda sanitaria ha infatti confermato che i residenti possono rivolgersi agli ambulatori presenti nei comuni dell’Aggregazione Funzionale Territoriale, tra cui Castelluccio Valmaggiore, Troia, Faeto, Orsara di Puglia, Bovino, Castelluccio dei Sauri e Deliceto. Una soluzione che, però, non soddisfa il Comune di Celle di San Vito, dove continua a mancare un presidio sanitario stabile.

“La richiesta d’urgenza della Regione Puglia parla chiaro, non lascia spazio a interpretazioni”, si legge nella nota. L’ente regionale, già lo scorso 30 dicembre 2025, aveva chiesto all’Asl di valutare con urgenza l’apertura di una sede ambulatoriale nel paese, anche con una presenza limitata a due giorni a settimana, oppure di individuare un medico disponibile a operare direttamente sul posto.

Secondo l’amministrazione comunale, però, nella risposta dell’Asl non vi sarebbe alcun riferimento concreto a queste indicazioni. “L’Aggregazione Funzionale Territoriale non è una soluzione al nostro problema – viene sottolineato – perché non sostituisce il medico di base e non garantisce la gestione ordinaria dei pazienti, dalle prescrizioni ai controlli periodici”.

Da qui la denuncia di una situazione ritenuta insostenibile: i cittadini, per accedere ai servizi sanitari, sono costretti a spostarsi nei centri limitrofi, con evidenti disagi soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

L’amministrazione evidenzia inoltre come, a differenza di altri comuni vicini dove gli ambulatori sono attivi, a Celle di San Vito non sia stata garantita alcuna apertura, nonostante la disponibilità degli spazi messi a disposizione dal Comune.

“Come può l’Asl non ottemperare a quanto richiesto dalla Regione? – si legge ancora – e perché non si è mai confrontata con noi, né ha risposto alle nostre comunicazioni?”.

Parole dure che culminano in una denuncia politica e sociale: “Qui già manca quasi tutto. Togliendoci anche il medico di base ci viene data l’estrema unzione”.

Una situazione che, nel 2026, continua a sollevare interrogativi sulla tenuta dei servizi essenziali nelle aree interne e sulla reale capacità di garantire il diritto alla salute anche nei piccoli centri.