Crosetto: “Cellule dormienti iraniane rappresentano un rischio terrorismo, crisi Medio Oriente non finirà presto”


ROMA – La guerra in Medio Oriente continua a rappresentare una preoccupazione anche per la sicurezza interna italiana. A sottolinearlo è stato questa mattina il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista a Rtl 102.5.

Secondo Crosetto, al momento non sono ipotizzabili attacchi diretti all’Italia da parte dell’Iran, ma il rischio maggiore riguarda il terrorismo: “Le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono calcolate in centinaia, persone attivabili in qualunque momento per un atto terroristico. Sono dormienti da anni e collocate un po' in tutto il mondo. Questo è un problema più grosso”.

Il ministro ha poi commentato la durata della crisi: “Ho l'impressione che questa crisi non finirà nelle prossime settimane. Il problema è che non acceleri e diventi più grande. La situazione è molto difficile perché gli Stati Uniti avevano pensato che decapitare il regime di Teheran avrebbe portato a un cambio di leadership, ma la reazione preordinata iraniana è scatenare il caos”.

Stretto di Hormuz, missione Onu possibile soluzione

A destare preoccupazione è anche la situazione dello Stretto di Hormuz. In un’intervista a Agorà Rai Tre, Crosetto ha spiegato che un intervento diretto europeo sarebbe percepito come parte della Nato, quindi come un’azione a fianco di Stati Uniti e Israele. “Meglio sarebbe una missione sotto l’egida delle Nazioni Unite – ha affermato – con una flotta che unisca Europa, Cina, Asia, India e tutti i Paesi del mondo”.

Nuovi interventi sul prezzo dei carburanti

Sulla crisi energetica, Crosetto ha anticipato che l’Italia continuerà ad adottare misure per mitigare gli effetti economici: “Uno dei temi che porrà la premier Giorgia Meloni è iniziare a togliere alcune tasse temporanee per ridurre il prezzo dei carburanti. Parliamo di un impatto significativo sia sulle produzioni sia sui carburanti. Quattordici Stati europei appoggiano questa soluzione: accantonare per qualche mese le battaglie ambientaliste degli ultimi decenni non può far male a nessuno e può consentire ai cittadini di avere meno conseguenze”.