Diabete in Puglia, polemica sui numeri: “Pazienti lasciati soli e dati da chiarire”
BARI - È scontro sul tema della gestione dei dispositivi per il diabete in Puglia, dopo le osservazioni sollevate dalla Federazione Diabete Italia Puglia APS in merito alla gara regionale per i sistemi di infusione e monitoraggio.
Secondo l’associazione, i pazienti che utilizzano sistemi di infusione a patch con algoritmo AID attualmente esclusi dalla nuova fornitura sarebbero circa 450 sull’intero territorio regionale, un dato significativamente inferiore rispetto alle cifre circolate nel dibattito pubblico. Una discrepanza che, secondo la Federazione, richiede un chiarimento da parte delle istituzioni per evitare confusione tra i cittadini.
L’organizzazione segnala inoltre che le tecnologie attualmente disponibili sul mercato sarebbero limitate e non pienamente equivalenti tra loro, con il rischio di ridurre le alternative terapeutiche per i pazienti coinvolti nella transizione.
Un altro nodo riguarda i dispositivi già acquistati e ancora in garanzia: la Federazione chiede chiarimenti sul loro possibile utilizzo o eventuale spreco, trattandosi di strumenti finanziati con risorse pubbliche.
“Il rischio è che il peso delle decisioni ricada sui pazienti, che devono affrontare cambiamenti delicati sia dal punto di vista clinico che psicologico”, ha dichiarato Monica Priore, presidente di Diabete Italia Puglia, sottolineando come il passaggio tra tecnologie non sia mai neutro per chi convive con la patologia.
La Federazione ha inoltre fatto sapere di aver avviato già da dicembre interlocuzioni con gli uffici regionali e con la politica, confermando la disponibilità a proseguire il confronto istituzionale.
Al centro della richiesta, la necessità di garantire trasparenza nei dati, gradualità nelle transizioni tecnologiche e una maggiore attenzione all’impatto concreto delle decisioni sulla qualità della vita dei pazienti.
