Sanità in Puglia, 53mila pazienti curati fuori regione: scontro politico sulla mobilità passiva


BARI - Sono circa 53mila i cittadini pugliesi che ogni anno si spostano fuori regione per ricevere cure mediche, un dato che riaccende il dibattito sulla tenuta del sistema sanitario della Puglia e sulle responsabilità politiche legate alla cosiddetta mobilità passiva.

A intervenire è il gruppo regionale di Fratelli d'Italia, che con una nota firmata dal presidente Paolo Pagliaro e dai consiglieri regionali denuncia una situazione definita “non frutto di una scelta, ma di una necessità per i pazienti costretti a cercare cure altrove”.

Nel documento viene evidenziato come il fenomeno comporti costi elevati per le famiglie e per il sistema sanitario regionale, con una spesa stimata in centinaia di milioni di euro legata ai ricoveri fuori regione. Particolare attenzione viene posta ai casi di pazienti pediatrici e persone con patologie complesse, spesso indirizzati verso strutture di eccellenza del Nord Italia o di altre regioni.

Il gruppo politico critica la gestione della sanità regionale, chiedendo un intervento strutturale per ridurre inefficienze, sprechi e carenze organizzative, e sollecitando una revisione complessiva dell’offerta ospedaliera e territoriale.

Nel mirino anche la narrazione politica sul tema: secondo Fratelli d’Italia, non si dovrebbe attribuire la responsabilità ai cittadini che si spostano per curarsi né alle strutture sanitarie di altre regioni, ma alle criticità interne al sistema regionale pugliese.

Il tema della mobilità sanitaria resta dunque al centro del confronto politico in Puglia, con un confronto sempre più acceso tra maggioranza e opposizione sulla gestione delle risorse e sull’efficienza del sistema sanitario pubblico.