Taranto, filiera mitilicoltura: sindacati e imprese chiariscono sulla sicurezza delle cozze


TARANTO – Le organizzazioni sindacali e datoriali del comparto mitilicolo tarantino intervengono per fare chiarezza dopo le notizie diffuse su un focolaio di epatite registrato a Napoli e su alcuni casi segnalati in altre regioni, ribadendo la piena sicurezza del prodotto locale e la solidità dei controlli sanitari lungo tutta la filiera.

Le sigle del settore sottolineano con fermezza che le cozze di Taranto non sono interessate da alcuna emergenza sanitaria, grazie a un sistema di monitoraggio continuo effettuato dagli enti competenti, in particolare ASL Taranto e ARPA Puglia, attraverso campionamenti costanti sulle acque e sui mitili. Secondo quanto evidenziato, tali verifiche garantiscono elevati standard di sicurezza alimentare, tracciabilità e salubrità del prodotto.

Nel comunicato viene inoltre precisato che, in questa fase dell’anno, la cozza tarantina autoctona non è ancora in piena fase di commercializzazione, con solo una parte limitata della produzione che ha raggiunto dimensioni idonee alla vendita. Un elemento che, secondo gli operatori, riduce ulteriormente la possibilità di collegare eventuali prodotti a rischio alla filiera locale.

Un ulteriore elemento richiamato riguarda i recenti risultati ambientali nel primo seno del Mar Piccolo, dove – secondo quanto dichiarato dal Commissario straordinario per la bonifica e la riqualificazione dell’area, Vito Felice Uricchio – i mitili non risultano più contaminati, sulla base dei dati forniti dagli enti sanitari e ambientali.

Resta comunque in vigore l’Ordinanza n. 188/2016, che disciplina la movimentazione del novellame verso altre aree del Mar Piccolo e del Mar Grande, misura adottata per tutelare la salute pubblica e garantire la continuità produttiva del comparto.

Le recenti condizioni meteorologiche avverse hanno inoltre causato ritardi nelle operazioni di spostamento dei mitili, portando a una richiesta di proroga dei termini, con slittamento della scadenza fissata quest’anno al 31 marzo.

Le organizzazioni firmatarie ribadiscono infine che il consumo della cozza tarantina rappresenta una garanzia di qualità e sicurezza, invitando i consumatori a prestare attenzione alla provenienza del prodotto e alla sua tracciabilità, per evitare possibili frodi commerciali.

Il comunicato è stato sottoscritto da Coldiretti Taranto, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop Agroalimentare, Unci Agroalimentare e dalle sigle sindacali di settore FAI CISL, FLAI CGIL e UILA Pesca.