Bari, il sindaco Leccese sul caso Shihab-Eldin: “Va fatta piena luce sulla sua detenzione”


BARI
– Il sindaco Vito Leccese interviene sul caso di Ahmed Shihab-Eldin, giornalista e documentarista palestinese, attualmente detenuto in Kuwait da oltre un mese con accuse non specificate, esprimendo preoccupazione e pieno sostegno agli appelli per la sua liberazione.

Shihab-Eldin, docente presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, è una figura nota nel panorama internazionale del giornalismo e della produzione documentaristica. La sua detenzione ha suscitato l’allarme del Committee to Protect Journalists e la mobilitazione dell’ateneo barese.

L’intervento del sindaco

Il primo cittadino barese ha espresso solidarietà al giornalista e ha condiviso le preoccupazioni già sollevate da organizzazioni internazionali e dall’università.

“In un momento storico segnato da continue violazioni di diritti che credevamo inalienabili – ha dichiarato Leccese – l’impegno riconosciuto di Ahmed Shihab-Eldin per l’informazione e il diritto di cronaca rischia di essere assimilato a un crimine”.

Il sindaco ha sottolineato come il caso si inserisca in un contesto globale caratterizzato da crescenti tensioni sul fronte della libertà di stampa, richiamando l’attenzione sulla condizione dei giornalisti impegnati a documentare conflitti e crisi internazionali.

L’appello alle istituzioni

Leccese ha inoltre rivolto un appello al governo italiano affinché si attivi per chiarire la vicenda e garantire il rispetto delle procedure di tutela internazionale.

“Chiediamo – ha aggiunto – di fare tutto il possibile per far luce sulla vicenda, nel rispetto delle leggi e della giustizia internazionali”.

Libertà di stampa e contesto internazionale

Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato il tema più ampio della sicurezza dei giornalisti e della libertà di informazione, definendolo una questione prioritaria nel dibattito contemporaneo.

“L’informazione e il giornalismo indipendente sono sotto attacco da troppo tempo – ha concluso – e dobbiamo evitare che il nome di Ahmed Shihab-Eldin si aggiunga a quello delle numerose vittime tra i giornalisti nei contesti di guerra”.