A Lecce arrivano i Digital Mentors per innovare il sociale europeo


Nuovi linguaggi e competenze avanzate per il non profit: operatori da tutta Europa si incontrano nel Salento per costruire la rete dei Digital Mentors.

LECCE - La fase operativa è partita ufficialmente questa mattina, 15 aprile, negli spazi del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce. Proprio qui, nell’area co-working del museo archeologico più antico di Puglia, ventuno operatori del Terzo Settore provenienti da Italia, Lituania e Bulgaria hanno iniziato a tracciare i contorni di quella che sarà la trasformazione digitale del sociale. Si tratta del cuore pulsante di "Sha.K.E. – Sharing e-Knowledge to Empower Communities", il progetto Erasmus+ (KA210-VET) guidato dal CSV Brindisi Lecce che punta a potenziare le organizzazioni non profit nell'era della tecnologia.

I partecipanti non sono arrivati impreparati, né l'agenda di questi giorni è frutto del caso: l'incontro di oggi rappresenta infatti il culmine strategico di un lavoro iniziato a novembre con un’approfondita indagine dei bisogni formativi condotta tra oltre 30 enti del Terzo Settore dei tre Paesi coinvolti. Quel report finale ha tracciato la rotta, permettendo di strutturare un percorso su misura che è poi passato attraverso una formazione intensiva di conversazione in lingua inglese, fondamentale per permettere ai sette rappresentanti di ogni paese partner di dialogare e co-progettare senza barriere. Adesso, sino al 21 aprile, il ritmo dei lavori sarà serrato, alternando la teoria alla pratica e la tecnologia alla conoscenza profonda del territorio.

Le mattine sono dedicate all’esplorazione dell’ignoto tecnologico: si studia il workflow delle organizzazioni attraverso il filtro dell'intelligenza artificiale, imparando a padroneggiare strumenti come ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity. Non si tratta solo di saper usare una chat, ma di fare prompt engineering avanzato per rendere la gestione delle ONG più snella e incisiva. Pomeriggio dopo pomeriggio, però, lo schermo lascia il posto al contatto umano e ai laboratori: i partecipanti passeranno dai workshop sulla cartapesta leccese alla creazione della pasta fresca, visitando realtà simbolo dell'inclusione come il laboratorio Div.ergo e il brand di moda etica Silente.

L’obiettivo finale è ambizioso e concreto: formare una rete di "Digital Mentors". Queste figure, una volta tornate nelle rispettive comunità, avranno il compito di accompagnare le associazioni locali in un processo di innovazione che non sia un semplice aggiornamento tecnico, ma un vero cambio di paradigma. Tra l'analisi dei dati di Miro e Notion e il racconto dei bisogni sociali, Sha.K.E. sta dimostrando che l'innovazione, per essere davvero utile, deve avere radici umane e ali digitali.