Bari, Mediterranea School 2026: dieci proposte per ridurre le disuguaglianze e innovare la sanità nel Sud


BARI - Si è conclusa al Mövenpick Hotel di Bari la Mediterranea School 2026, iniziativa promossa da Motore Sanità, che dal 15 al 17 aprile ha riunito istituzioni, clinici, accademici e stakeholder del sistema sanitario per discutere di governance del Servizio Sanitario Nazionale e gestione della cronicità.

Il confronto si è concentrato su criticità strutturali e possibili soluzioni per rendere il sistema sanitario più equo, sostenibile e innovativo, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno.

Al termine dei lavori sono state individuate dieci proposte operative per ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare la presa in carico dei pazienti cronici: l’inserimento delle cronicità “invisibili” nei percorsi strutturati di cura con PDTA dedicati e uniformi a livello nazionale; la garanzia di un accesso omogeneo all’innovazione terapeutica attraverso modelli condivisi di governance e strumenti di Health Technology Assessment; il rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio in linea con i modelli del PNRR; lo sviluppo di reti cliniche integrate per patologie complesse e rare; il potenziamento della digitalizzazione e dell’interoperabilità dei dati sanitari per migliorare monitoraggio e programmazione; la promozione di innovazione in oncologia e nelle alte tecnologie, incluse terapie avanzate come la protonterapia; il rafforzamento della prevenzione e delle strategie vaccinali soprattutto per le fasce fragili; l’integrazione tra prevenzione generale e prevenzione personalizzata basata sul rischio; il potenziamento della riabilitazione e delle cure intermedie, comprese le reti per disabilità complesse e cure palliative; e infine il miglioramento della governance attraverso formazione e coinvolgimento di istituzioni, professionisti e cittadini.

Il dibattito ha evidenziato come la gestione della cronicità rappresenti una delle principali sfide per il Servizio Sanitario Nazionale, in particolare nel Sud Italia, dove permangono differenze nell’accesso ai servizi e nell’adozione delle innovazioni. Secondo Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità, il modello futuro di presa in carico sarà sostenibile solo attraverso l’integrazione tra innovazione tecnologica e digitale e un’evoluzione dei modelli organizzativi previsti dal DM 77.

La Mediterranea School si conferma così un laboratorio permanente di confronto tra esperti e istituzioni, con l’obiettivo di trasformare le analisi in proposte operative per il sistema sanitario nazionale, ponendo particolare attenzione alle esigenze territoriali e alla riduzione delle disuguaglianze di accesso alle cure.