Bari riscopre le sue lame: al Kursaal il primo convegno tra geologia, natura e identità urbana


BARI - Si è svolto oggi a Bari, negli spazi del Kursaal Santalucia, il convegno “Fiumi di pietra: la storia geologica delle lame tra natura e civiltà”, primo appuntamento di un ciclo di incontri dedicato alla valorizzazione delle lame del territorio barese, patrimonio naturale ancora poco conosciuto ma di straordinaria importanza ambientale.

L’iniziativa, promossa dall’associazione Lame Nove, punta ad accendere i riflettori sulle nove lame che attraversano Bari e i comuni limitrofi. Pur rappresentando soltanto il 5% del territorio della Terra di Bari, queste aree ospitano l’85% della biodiversità locale, confermandosi ecosistemi strategici sotto il profilo naturalistico e paesaggistico.

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Lame Nove, Pasquale Guastamacchia. Ai saluti istituzionali hanno preso parte, tra gli altri, la vicesindaca di Bari Giovanna Iacovone, il rettore dell’Università degli Studi di Bari Roberto Bellotti, il capo delegazione FAI Bari Gigi Leonetti e alcuni rappresentanti degli ordini professionali del territorio.

Nel corso del pomeriggio si sono susseguiti interventi di esperti, geologi e accademici. Il professor Giuseppe Mastronuzzi, direttore del Dipartimento DiSTeGeo dell’Università di Bari, ha approfondito il tema della morfodinamica di lame, gravine e valloni in Puglia. Il rettore del Politecnico di Bari Umberto Fratino ha invece illustrato il complesso rapporto tra la città e le sue lame, mentre altri relatori hanno analizzato il patrimonio geologico e ambientale di questi corridoi naturali.

L’incontro ha rappresentato anche un momento di confronto tra istituzioni, università e professionisti sulla necessità di tutelare e valorizzare le lame, considerate non solo elementi naturali ma parte integrante dell’identità storica e culturale del territorio barese.

Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con altri due appuntamenti. Il secondo, previsto a settembre, sarà dedicato a flora e fauna, con focus sul ruolo delle lame come corridoi ecologici e sulla biodiversità. Il terzo, in programma a novembre, affronterà il tema architettura e archeologia, analizzando il legame tra questi ambienti naturali e l’evoluzione degli insediamenti umani nel tempo.

Un ciclo di incontri pensato per restituire centralità a un patrimonio spesso dimenticato, ma fondamentale anche per la sicurezza idrogeologica e per il futuro sostenibile dell’area metropolitana di Bari.