Bisceglie, nuovi dettagli sul femminicidio-suicidio: segni di strangolamento sul corpo di Patrizia Lamanuzzi


BISCEGLIE - Emergono nuovi e inquietanti dettagli sulla morte di Patrizia Lamanuzzi, la donna di 54 anni precipitata dal balcone della sua abitazione a Bisceglie lo scorso 15 aprile. Secondo gli ultimi accertamenti disposti dalla Procura di Trani, sul corpo della vittima sarebbero stati rilevati segni compatibili con un tentato strangolamento.

Gli esami autoptici, eseguiti presso l’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, hanno evidenziato, oltre ai gravi politraumi causati dalla caduta dal quinto piano, anche lesioni sul collo che potrebbero contribuire a chiarire gli ultimi drammatici momenti di vita della donna.

Al centro dell’inchiesta il marito, Luigi Gentile, di sette anni più grande, ritenuto il presunto responsabile del gesto. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe spinto la moglie nel vuoto al culmine di una violenta lite, per poi togliersi la vita con la stessa modalità.

La coppia, stando a quanto emerso dalle testimonianze, stava attraversando una fase di separazione e da circa due mesi non conviveva più stabilmente. Una vicina di casa avrebbe riferito ai carabinieri di aver sentito una richiesta di aiuto provenire dall’appartamento poco prima della caduta.

Nonostante il contesto familiare difficile, non risultano precedenti denunce o segnalazioni alle forze dell’ordine né ai servizi sociali. Tuttavia, sarebbe emerso che già un paio di anni fa la donna si era recata al pronto soccorso per stati d’ansia legati a forti tensioni domestiche.

I carabinieri del Nucleo investigativo proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Oltre all’appartamento teatro della tragedia, è stata sequestrata anche l’auto dell’uomo. L’indagine resta aperta per definire ogni responsabilità e fare piena luce su un caso che ha profondamente scosso la comunità locale.