Centro Ilma Gallipoli, FdI: 'Regione sblocchi accreditamento, a rischio progetto vitale per prevenire il cancro'


GALLIPOLI (LE)
- "Alla Regione Puglia la LILT Lecce non chiede soldi, ma di sbloccare l’iter per l’integrazione del Centro ILMA di Gallipoli nella rete dei servizi sanitari pubblici. La struttura – pensata, voluta e autofinanziata dalla LILT con 8 milioni di euro raccolti esclusivamente con le donazioni della popolazione salentina e senza alcun contributo pubblico – sta per essere completata, ma perché si possa procedere con la dotazione tecnologica e la struttura entri in attività, serve l’accreditamento regionale che ne definisca la natura giuridica e organizzativa. Per fare il punto su questo iter burocratico incagliato, che la LILT Lecce sollecita da ben cinque anni, abbiamo richiesto un’audizione in Commissione Sanità per mettere a confronto il presidente della Regione Antonio Decaro, i vertici dell’Assessorato e del Dipartimento Salute e la direzione dell’Asl Lecce con i responsabili del progetto: l’ideatore e fondatore, l’oncologo Giuseppe Serravezza, la presidente della LILT Lecce Simonetta Pepe, il responsabile del comitato scientifico Carmine Cerullo. Dopo cinque anni di rimpalli di responsabilità dalla politica agli uffici regionali, e di promesse dei governatori Michele Emiliano e Decaro, è tempo di chiarezza e di fatti concreti. Il progetto viene da lontano, da un protocollo sottoscritto nel 2009 tra la sezione di Lecce della Lega italiana per la lotta contro i tumori, Regione Puglia, UniSalento e Comuni di Gallipoli e Casarano. L’idea innovativa è fare del Centro ILMA un ‘ospedale per sani’ dove il cancro si combatte prima che si manifesti, attraverso l’educazione alla salute e la ricerca ambientale sulle cause della malattia. Realizzata in un’area di sette ettari di cave dismesse e bonificate, la struttura fornirà servizi gratuiti in diversi ambiti: ricerca applicata sulle cause ambientali del cancro, diagnosi precoce, riabilitazione, supporto psicologico, assistenza domiciliare ai pazienti terminali e divulgazione scientifica". Il gruppo regionale di Fratelli d’Italia (presidente Paolo Pagliaro, la vice Tonia Spina e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Giampaolo Vietri) hanno chiesto un’audizione urgente.

"Alla Regione Puglia, la LILT Lecce chiede di rinnovare l’accordo del 2009, riempiendo di contenuti e professionalità una struttura innovativa che punta a contrastare e ridurre le cause dei tumori in un territorio che ne è profondamente segnato. È necessario inquadrare il Centro ILMA e renderlo operativo. Già da molti anni la LILT è attiva nei centri di orientamento oncologico degli ospedali dell’Asl Lecce e nei servizi di assistenza domiciliare dei cinque distretti sociosanitari da Galatina a Leuca. Il Centro ILMA – una volta accreditato dalla Regione – potrebbe accedere a specifici fondi europei che la Puglia sta perdendo, destinati proprio alle strutture di prevenzione che per legge devono essere portate fuori dagli ospedali, per dedicarsi esclusivamente alla ricerca applicata e allo studio delle matrici ambientali (acqua, aria, suolo, sottosuolo, catena alimentare...) con l’obiettivo di conoscere e monitorare le cause e i fattori di rischio. Ora che il Centro ILMA è quasi pronto, in audizione chiederemo alla Regione di farlo funzionare. Il Salento, e la Puglia, hanno grande e urgente bisogno di un luogo di studio, ricerca e prevenzione contro il cancro" si legge ancora nella nota del gruppo regionale di Fratelli d'Italia.