Frana a Petacciato, paralisi sulla dorsale adriatica: treni fermi e A14 chiusa. Puglia di fatto isolata


TERMOLI - Un nuovo movimento franoso riattivatosi a Petacciato sta provocando gravi disagi alla circolazione lungo l’intero asse adriatico, con ripercussioni sia sul traffico ferroviario sia su quello autostradale. L’allarme è scattato intorno alle 12.30 di ieri, quando i sensori di monitoraggio hanno rilevato uno spostamento del terreno tale da deformare i binari tra Montenero di Bisaccia e Termoli, imponendo l’interruzione totale della linea ferroviaria.

Sul fronte autostradale, la situazione non è meno critica: sulla tratta abruzzese-molisana della Autostrada A14 sono stati registrati cedimenti e criticità che hanno portato a chiusure parziali e totali in più punti. Nella notte, intorno alle 00:00, è stato inoltre disposto il divieto precauzionale di transito per i mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate nel tratto tra Val di Sangro e Vasto Sud in direzione Bari, misura che si aggiunge alle interdizioni già attive tra Vasto Sud e Termoli e tra Poggio Imperiale e Vasto Sud.

La conseguenza è un blocco quasi completo della direttrice adriatica, con la Puglia fortemente penalizzata nei collegamenti con il Centro e il Nord Italia. “Il blocco della viabilità adriatica su ferro e su gomma rischia di isolare la Puglia”, ha dichiarato il presidente regionale Antonio Decaro, chiedendo l’attivazione di un tavolo nazionale di emergenza.

Le ripercussioni sul trasporto ferroviario sono significative: treni a lunga percorrenza, inclusi Frecciarossa e Intercity gestiti da Trenitalia, risultano cancellati, limitati o deviati su itinerari alternativi via Roma e Caserta, con tempi di percorrenza sensibilmente più lunghi e forti ritardi. L’azienda ha fatto sapere che non è al momento possibile stimare i tempi di ripristino della linea.

Situazione critica anche nelle principali stazioni della dorsale adriatica. A Foggia decine di passeggeri sono rimasti bloccati per ore, mentre tra Termoli e Vasto si sono registrate lunghe attese, treni pieni e bus sostitutivi rapidamente saturi. Molti viaggiatori, privi di alternative, sono stati costretti a rinunciare o invertire la rotta.

Le difficoltà si estendono anche alla rete stradale ordinaria, con ulteriori chiusure e deviazioni lungo la statale adriatica, aggravando una situazione già resa fragile dalle condizioni meteo e dalla fragilità del versante interessato dalla frana. Code e rallentamenti si registrano anche nelle aree interne utilizzate come percorsi alternativi.

Sul posto stanno operando tecnici, geologi e squadre di emergenza: secondo le valutazioni preliminari, il fenomeno franoso è ancora attivo e instabile. Il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha sottolineato la complessità dell’intervento, stimando tempi di ripristino che potrebbero richiedere “settimane, se non mesi”.

Al momento non esiste una data certa per il ritorno alla normalità. Nel frattempo, i disagi per pendolari e viaggiatori continuano a crescere lungo un corridoio strategico che collega il Sud al resto del Paese.