Giuseppe Anzillotti, il chirurgo ortopedico che ha scelto di tornare a Foggia



FOGGIA - Non tutti scelgono di andare via per sempre da Foggia. C’è anche chi, dopo essersi formato nei migliori centri italiani e internazionali, decide di tornare nella propria terra per mettere a disposizione competenze, esperienze e visione. È il caso del dottor Giuseppe Anzillotti, medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia, che dopo un lungo percorso tra Milano, la Svezia, gli Stati Uniti e il Belgio ha scelto di investire professionalmente anche a Foggia.

La sua è una storia che unisce radici profonde e respiro internazionale. Anzillotti si occupa di patologie muscolo-scheletriche, con particolare interesse per ginocchio, anca e spalla, seguendo un approccio che integra clinica, imaging e percorso terapeutico personalizzato. Nel raccontare la propria identità professionale, spiega: “Sono un medico chirurgo, specialista in Ortopedia e Traumatologia. Mi occupo di patologie muscolo-scheletriche con particolare interesse per ginocchio, anca e spalla, con un approccio che unisce clinica, imaging e percorso terapeutico personalizzato”.

In questi giorni è rientrato dall’American Academy of Orthopaedic Surgeons di New Orleans, uno dei congressi più importanti al mondo in ambito ortopedico, dove ha presentato e discusso i risultati più recenti della sua attività clinico-scientifica svolta presso l’ospedale Humanitas di Milano. Da un appuntamento di questo livello, racconta, ciò che conta davvero è la possibilità di confrontarsi con i modelli più avanzati e distinguere ciò che è realmente utile per il paziente da ciò che invece segue solo la moda del momento: “Il confronto. Vedi cosa funziona davvero nei grandi centri, cosa è moda e cosa invece migliora gli esiti. E soprattutto capisci che l’innovazione ha senso solo se rende il percorso più sicuro, più chiaro e più efficace per il paziente. Ma tutto ciò va affrontato con metodo scientifico, per avere un approccio basato sull’evidenza e validato da studi scientifici”.

Il richiamo al metodo scientifico è uno dei cardini della sua impostazione. Anzillotti rivendica una medicina fondata su evidenze, corrette indicazioni e trasparenza nel rapporto con il paziente. Per lui, la scelta terapeutica deve essere condivisa e costruita sulla base della reale utilità clinica, non sull’effetto scenico. Lo sottolinea con chiarezza: “Intendo evidenze, indicazioni corrette e trasparenza. Spiegare bene opzioni, benefici e limiti: conservativo, infiltrativo, chirurgico. E poi scegliere insieme al paziente la strada più sensata, non la più appariscente”.

Ma accanto al profilo professionale c’è un legame personale fortissimo con la sua terra. Il rapporto con la Puglia, e con Foggia in particolare, non si è mai interrotto. Anzillotti lo dice senza esitazioni: “Strettissimo. La mia storia inizia nel cuore della Puglia, a Foggia: è la terra che mi ha cresciuto, dove c’è la mia famiglia e dove sento la responsabilità di dare un contributo concreto”.

Il suo percorso di formazione è stato di altissimo livello. Dopo la laurea a Roma Tor Vergata, con una tesi chirurgica sviluppata in Svezia al Karolinska Institute di Stoccolma, ha proseguito il proprio cammino a Milano, in Humanitas, dove si è specializzato consolidando competenze cliniche e chirurgiche e dove attualmente sta conseguendo anche un dottorato di ricerca in Applied Clinical Research. Ripercorrendo queste tappe, spiega: “Mi sono laureato a Roma Tor Vergata con una tesi chirurgica sviluppata in Svezia, al Karolinska Institute di Stoccolma. Poi mi sono specializzato a Milano, in Humanitas, dove ho consolidato clinica e chirurgia e dove sto attualmente conseguendo un dottorato di ricerca in Applied Clinical Research”.

Decisiva, nel suo cammino, è stata anche l’esperienza internazionale. Durante la specializzazione ha studiato fino a ottenere la certificazione ECFMG, che abilita i medici alla professione negli Stati Uniti. Questo gli ha aperto le porte di strutture di riferimento mondiale come Hospital for Special Surgery a New York, Mayo Clinic a Rochester, Mass General Brigham a Boston, Midwest Orthopedics at Rush a Chicago e University of Minnesota a Minneapolis. In Europa, invece, ha vissuto una lunga full immersion chirurgica ad Anversa, in Belgio. Un percorso che gli ha cambiato profondamente il modo di pensare la medicina e la chirurgia: “Durante la specializzazione ho studiato per poter ottenere la certificazione ECFMG, che consente di abilitare i medici alla professione negli Stati Uniti. Grazie a ciò, sono riuscito a fare esperienze in centri di riferimento come Hospital for Special Surgery a New York, Mayo Clinic a Rochester, Mass General Brigham a Boston, Midwest Orthopedics at Rush a Chicago e University of Minnesota a Minneapolis, partecipando ad attività clinica e di ricerca. In Europa, invece, ho trascorso un lungo periodo ad Anversa, in Belgio, in una vera full immersion chirurgica. Sono passaggi che hanno cambiato il mio modo di ragionare e operare”.

Nel suo racconto emerge con chiarezza anche la differenza tra il semplice “studiare fuori” e il più complesso “imparare fuori”. Per lui, il vero apprendimento avviene dentro i processi, a contatto con l’organizzazione, con i protocolli e con l’intero percorso di cura del paziente. Come spiega: “Studiare fuori è seguire un corso. Imparare fuori è stare dentro i percorsi: selezione del paziente, équipe, protocolli, riabilitazione, follow-up. È lì che capisci come rendere ripetibile la qualità. È così che impari a prendere per poi riportare a casa”.

Ed è proprio questa l’idea alla base della sua scelta di tornare. Dopo aver visto da vicino standard elevatissimi e modelli organizzativi evoluti, Anzillotti oggi vuole trasferire anche in Capitanata ciò che ha imparato nei grandi centri: “Ho visto modelli organizzativi e un livello di standard che voglio riportare anche qui, per poter contribuire a diagnosi corrette, indicazioni giuste, tempi giusti e a un percorso che non lasci da solo il paziente”, afferma. E sottolinea anche un aspetto pratico che oggi rende questo legame ancora più concreto: “Ora è più facile tornare a Foggia con l’aereo: ci si mette meno tempo ad andare da Linate al Gino Lisa che da due punti diversi di Milano”.

Sul piano clinico e chirurgico, la sua attività si divide principalmente tra traumatologia dello sport e ortopedia protesica, in particolare di anca e ginocchio. Un ambito in cui convivono esperienza sulle lesioni di tendini, legamenti e tessuti molli e attenzione per le tecnologie più avanzate. Descrivendo il suo lavoro, afferma: “La mia pratica chirurgica si divide in due branche: traumatologia dello sport, quindi tutte le lesioni dei tendini, legamenti e tessuti molli, e ortopedia protesica, anca e ginocchio principalmente. Ho molta esperienza nel campo delle terapie ortobiologiche, che mirano a ridurre i sintomi e l’infiammazione all’interno delle articolazioni e, in molti casi, riescono a posticipare l’intervento chirurgico anche di diversi anni. Sono poi cresciuto con la chirurgia robotica, novità assoluta nel campo della protesica che permette di eseguire interventi con precisione millimetrica”.

Accanto all’attività operatoria, resta centrale anche il lavoro nella ricerca e nell’ambito accademico. Per Anzillotti, infatti, la chirurgia non può prescindere dalla verifica dei risultati e dal confronto continuo con la letteratura scientifica: “Conta tantissimo. La ricerca ti obbliga a misurare, a non raccontartela, a migliorare. Clinica e scienza devono camminare insieme: è così che si evitano scorciatoie e si costruiscono risultati solidi”.

Il suo messaggio ai pazienti è altrettanto chiaro: non aspettare che il dolore o il problema articolare peggiorino prima di affidarsi a uno specialista. La tempestività può fare una grande differenza, anche quando non si parla subito di chirurgia. “Non aspettare che il problema diventi grande. Spesso intervenire in tempo, anche solo con la strategia conservativa corretta, cambia la storia clinica. E in ogni caso, capire bene il problema è già metà della cura. Per questo credo che sia importante per il paziente rivolgersi subito al proprio specialista di fiducia”.

Oggi il dottor Giuseppe Anzillotti visita a Foggia e sul suo sito web personale è possibile prenotare un appuntamento. Un ritorno che non è soltanto geografico, ma anche professionale e umano: la scelta di chi, dopo aver raccolto esperienze nel mondo, ha deciso di riportarle a casa.