Ines Trocchia (intervista): «La copertina di Vogue? La svolta… Vedere la mia immagine a Times Square? Il momento in cui ho capito quanto lontano fosse arrivato il mio percorso»


NICOLA RICCHITELLI –
Dalle radici profonde dell’Irpinia ai grattacieli di Times Square, il percorso della protagonista di questa intervista rappresenta un caso unico nel panorama del glamour internazionale. Definita l’ambasciatrice della bellezza mediterranea, ha saputo scalare le vette della moda — dalle copertine di Vogue a quelle di Playboy — restando però fedele a una filosofia rigorosamente “100% natural”. In un’epoca dominata dai filtri digitali, la sua scelta è stata quella della trasparenza, scardinando i pregiudizi legati alla sensualità per trasformarla in uno strumento di libertà e di espressione imprenditoriale. Con oltre 2 milioni di follower e lo sguardo già rivolto al futuro della produzione media e del cinema, si racconta oggi tra ambizione globale e l’amore mai nascosto per i colori dell’Inter. In questa intervista esclusiva, scopriamo il volto e il pensiero di Ines Trocchia.

Ti definiscono spesso l’ambasciatrice della bellezza mediterranea nel mondo. Senti questo titolo come una responsabilità o più come un orgoglio personale?
R: «È sicuramente un grande orgoglio, ma anche una responsabilità che sento molto. La bellezza mediterranea per me non è solo estetica, ma è cultura, identità, storia. Rappresentarla nel mondo significa portare con sé autenticità, eleganza naturale e quel senso di femminilità che non ha bisogno di essere eccessivo. Crescendo in Italia, ho imparato che la vera bellezza sta nella semplicità e nella cura di sé, valori che cerco sempre di trasmettere. Allo stesso tempo, mi sento grata perché questo riconoscimento è il risultato di anni di lavoro e dedizione. È un titolo che mi motiva a essere sempre coerente con ciò che rappresento, anche fuori dai riflettori».

Con oltre 2 milioni di follower, come riesci a mantenere un rapporto autentico con la tua community senza farti condizionare dai filtri (reali e metaforici) del web?
R: «Per me l’autenticità è sempre stata la priorità. I social li vedo come uno strumento per raccontare il mio percorso in modo trasparente, condividendo non solo i successi ma anche i momenti più reali. Cerco di mantenere un equilibrio tra vita privata e pubblica, senza costruire un’immagine troppo distante da ciò che sono davvero. Interagire direttamente con la mia community mi aiuta a rimanere connessa e a non perdere il contatto umano. Non inseguo ogni trend, ma scelgo contenuti che rispecchiano la mia identità. Credo che le persone percepiscano quando qualcosa è genuino, ed è questo che crea un legame duraturo».

Dalle trasmissioni sportive in Italia alle copertine di Playboy e Vogue all’estero: qual è stato il momento esatto in cui hai capito che la tua carriera stava diventando globale?
R: «Ci sono stati diversi momenti chiave, ma sicuramente la copertina di Vogue è stata una svolta importante. È stato lì che ho realizzato che il mio lavoro stava raggiungendo un pubblico internazionale e che stavo entrando in una dimensione globale. Anche vedere la mia immagine a Times Square è stato qualcosa di surreale, un momento in cui ho capito quanto lontano fosse arrivato il mio percorso. Collaborare con brand internazionali come Dolce & Gabbana o Roberto Cavalli ha consolidato questa consapevolezza. Non è stato un singolo istante, ma una serie di traguardi che insieme hanno segnato quel passaggio».

Sei una sostenitrice della bellezza “100% natural”. Quanto è difficile oggi, nell’era dei ritocchi digitali e della chirurgia estetica, restare fedeli a questa filosofia?
R: «Oggi è sicuramente più difficile, perché viviamo in un’epoca in cui tutto è filtrato e spesso irrealistico. Però credo che proprio per questo sia ancora più importante restare fedeli a una bellezza autentica. Per me la base è la cura di sé: skincare, benessere mentale, equilibrio. Ho imparato fin da piccola che la vera bellezza parte da dentro e non ha bisogno di eccessi. Non è una scelta contro qualcosa, ma a favore di qualcosa di più vero. Essere naturali oggi è quasi un atto di forza, ma anche un modo per dare un messaggio positivo alle nuove generazioni».

Sei partita da una piccola realtà campana per arrivare a Milano e poi nelle grandi capitali della moda. Cosa porti sempre con te delle tue origini nel tuo bagaglio da modella internazionale?
R: «Le mie origini sono la mia forza. Porto sempre con me i valori con cui sono cresciuta: semplicità, determinazione e autenticità. L’Irpinia e la mia terra rappresentano per me un punto di riferimento, un luogo dove ritrovare energia e ricordarmi da dove vengo. Anche vivendo tra diverse città nel mondo, sento sempre quel legame molto forte con le mie radici. È proprio questo che mi mantiene con i piedi per terra e mi aiuta ad affrontare un ambiente competitivo senza perdere me stessa».

La tua passione per l’Inter è nota a tutti. Se potessi intervistare un calciatore o una leggenda del calcio, chi sceglieresti e cosa gli chiederesti?
R: «Sceglierei sicuramente una leggenda come Javier Zanetti, perché rappresenta non solo il talento ma anche i valori dello sport. Gli chiederei come si costruisce una carriera così longeva restando sempre coerenti con sé stessi. Mi affascina molto il lato umano degli sportivi, più che quello tecnico. Credo che dietro ogni grande carriera ci sia una mentalità forte, ed è questo che mi interessa raccontare».

Qual è il pregiudizio più duro che hai dovuto abbattere nel mondo dello spettacolo o della moda?
R: «Uno dei pregiudizi più difficili è stato quello legato al tipo di lavoro che svolgo, soprattutto nel campo della sensualità. Spesso viene frainteso, ma per me è sempre stato un modo di esprimere forza e libertà. Ho imparato a non farmi definire dagli altri e a rimanere fedele alla mia visione. Questo mi ha resa più forte e consapevole. Alla fine, l’unica cosa che conta è sentirsi in linea con ciò che si fa».

Oltre al modeling e alla TV, c’è un progetto o un settore (magari l’imprenditoria o il cinema) in cui ti piacerebbe metterti alla prova a breve?
R: «Sì, sto già lavorando in questa direzione. Mi interessa molto il mondo dei media e della produzione, infatti con la mia società voglio creare contenuti che uniscano moda, storytelling e innovazione. Mi piacerebbe anche esplorare il cinema, perché è un mezzo potentissimo per raccontare storie. Credo molto nell’evoluzione e nel mettersi sempre in gioco».

Com’è la giornata tipo di Ines Trocchia quando non è su un set fotografico? Cosa ti fa stare bene davvero?
R: «Quando non lavoro cerco di dedicarmi a me stessa. Amo fare attività che mi permettono di staccare, come yoga, meditazione o semplicemente passare tempo con le persone che amo. Mi piace anche coltivare passioni creative come la scrittura o la pittura. Il viaggio è una grande fonte di ispirazione per me. Sono momenti fondamentali per ritrovare equilibrio e ricaricare energie».

Cosa diresti a una ragazza che oggi vuole intraprendere la tua stessa carriera partendo da zero?
R: «Le direi di credere in sé stessa e di non cercare di adattarsi a modelli imposti. L’autenticità è la vera forza in questo settore. Il percorso non è facile, ma ogni difficoltà serve a crescere. È importante circondarsi delle persone giuste e non perdere mai di vista i propri valori. E soprattutto, di avere pazienza: il successo è un insieme di piccoli passi costruiti nel tempo. Essere sé stesse è sempre la scelta vincente».