Piani sperimentali di recupero liste d’attesa: ridotti i tempi di erogazione delle prestazioni U e B del 2026


BARI - 
Proseguono i piani sperimentali per il recupero delle liste d’attesa. Dopo aver superato la scorsa settimana il target di recall previsti, le prestazioni anticipate in questi giorni riguardano in misura crescente anche le prenotazioni del 2026.

Dall’analisi degli ultimi dati, emersa durante la riunione odierna di monitoraggio, risulta che già a febbraio, mese di avvio dei piani, il numero di prestazioni con priorità U e B erogate entro 3 e 10 giorni è aumentato rispetto a gennaio. In particolare, le prestazioni urgenti (U) effettuate entro tre giorni sono salite al 40%, con un incremento di 7 punti percentuali, mentre quelle con priorità breve (B) hanno raggiunto il 41%, con un aumento di 6 punti.

Alla decima settimana di monitoraggio sono state contattate complessivamente 135.612 persone: 123.001 per visite ed esami e 12.611 per ricoveri ospedalieri. Le prestazioni anticipate sono state 70.218. Entro il 12 aprile, i rifiuti registrati ammontano a 38.501, di cui 33.589 relativi a prestazioni specialistiche. Il 44% dei rifiuti è dovuto alla conferma dell’appuntamento già fissato, il 19% al fatto che la prestazione era già stata eseguita e l’8% alla dichiarata non necessità della stessa.

Per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale, sono state anticipate ed erogate 59.142 prestazioni. Sono state inoltre recuperate 2.762 prestazioni prive di codice di priorità, effettuate per la stadiazione e il follow-up di patologie neoplastiche e per il completamento di percorsi diagnostico-terapeutici legati a malattie croniche.

Le aziende sanitarie hanno avviato anche l’anticipo delle prestazioni prescritte per il 2026, che rappresentano ormai circa il 40% del totale di esami e visite erogati, pari a 23.371 prestazioni. L’attività riguarda soprattutto i codici di priorità U e B (65%), ma coinvolge anche i codici D e P. In termini di tipologia, il 22% delle prenotazioni anticipate riguarda la diagnostica per immagini, mentre il 37% le prime visite specialistiche.

Il monitoraggio conferma inoltre che nel 2026 non si registra un aumento delle prescrizioni con priorità U e B. Le attività di coordinamento e controllo, condotte da Aress e dal Dipartimento Salute, proseguiranno con l’obiettivo di migliorare in modo strutturale la gestione delle liste d’attesa, partendo dall’analisi dettagliata dei dati raccolti.